salta la barra
Tempi e Spazi
Tempi e spazi


salta la barra Tempi e Spazi  TempoSpazio  Approfondimenti  Orto in Condotta


Orto in Condotta si grazie!

Gli orti scolastici ( a cui partecipano oltre alle scuole, enti locali e la Condotta di Slow Food) stanno contribuendo all’educazione alimentare di bambine e bambini facendo anche conoscere le tradizioni alimentari e agricole del loro territorio.
11 novembre 2008 Prima festa nazionale degli Orti in Condotta
L’Orto in Condotta è un metodo di educazione alimentare che si svolge nelle scuole, basato sull’attività pratica nell’orto e sullo studio e trasformazione dei prodotti in cucina. Attualmente le esperienze in svolgimento in Italia sono più di 150: 33 in Piemonte, 17 in Liguria, 17 in Toscana, 11 in Abruzzo, 10 in Veneto, 10 in Friuli Venezia Giulia, 10 nelle Marche, 9 in Lombardia, 9 nel Lazio, 8 in Sardegna, 6 in Emilia Romagna, 5 in Sicilia, 4 in Campania, 2 in Trentino Alto Adige. Agli incontri di Terra Madre, Torino ottobre 2008 erano presenti circa 80 delegati delle Comunità dell’Apprendimento Attivo.
L’11 novembre, giorno dell’Estate di San Martino, tradizionalmente considerata la data in cui termina l’anno agrario, anche l’orto scolastico andrà a riposo e i bambini prepareranno la dispensa per l’inverno con composte e confetture realizzate utilizzando i prodotti dell’orto della loro scuola. Oltre alle varie iniziative che si svolgeranno in mattinata nelle scuole, in serata sono previsti momenti conviviali. Ogni Comunità locale festeggerà gli orti e i loro protagonisti con una cena che metterà intorno ad una tavola imbandita i bambini insieme ai loro genitori e agli insegnanti, i produttori dei presidi, le Comunità del Cibo e tutta la rete di Slow Food

Per notizie dettagliate sulle scuole che partecipano e sulle modalità di realizzazione dell’orto in condotta vedi nel sito di Slow Food www.slowfood.it


Da Leggere

Pubblichiamo qui la presentazione di un Orto in Condotta realizzato nel comune di S.Miniato (Pisa) estratta dagli archivi del sito del Movimento per la decrescita felice, http://www.decrescitafelice.it/?p=254 dove potete trovare anche i commenti al testo pubblicato il 2 settembre 2008.

L’ORTO IN CONDOTTA di Marco Boschini

La nostra è la società dei consumi, tutto è fatto per essere consumato in fretta e gettato altrettanto rapidamente. Il modo disordinato e precipitoso con cui ci nutriamo rispecchia pienamente questo stile di vita: nessuno si prende più il tempo di porsi delle domande, di fronte ad uno scaffale del supermercato o ad un piatto già preparato. Come se le nostre azioni quotidiane non influissero sui meccanismi del mercato, non avessero ripercussioni sulla nostra salute, non rappresentassero una parte importante della nostra cultura. Da queste considerazioni nasce il progetto “Orto in condotta”, promosso dal Comune di San Miniato (PI), insieme a Slow Food, l’organizzazione internazionale di Carlin Petrini. Oggi ci spostiamo dunque in Toscana, per una nuova tappa del nostro “Viaggio nell’Italia dei Comuni a 5 stelle”.Il Comune, che ha partecipato alla seconda edizione del Premio nella categoria “Nuovi stili di vita”, ha intuito l’importanza di investire nei giovani, partendo dai bambini delle scuole elementari, per cercare di contrastare un modello di sviluppo ormai insostenibile ed iniziare, finalmente, ad invertire la rotta.
Partendo dal cibo Slow Food si è schierata da tempo dalla parte del mangiar bene, del recupero dei vecchi saperi e dei piatti tradizionali. Oggi però ritiene che si debba fare un passo ulteriore, che coinvolga i grandi, ma soprattutto i piccoli che hanno ancora un mondo da scoprire: cambiare le nostre abitudini alimentari quotidiane cercando di avvicinarle ai concetti del buono, pulito e giusto.
Cosa significano questi principi e in quale modo i bambini possono attuarli? I bambini devono essere considerati nel loro ruolo di piccoli consumatori, o, come preferiremmo chiamarli, di piccoli coproduttori, le cui scelte dipendono non solo dall’esempio fornito loro dai “grandi”, ma, ahimè, anche dalla pubblicità e dalle influenze di amici e conoscenti. Avvicinarli alla terra facendo loro coltivare dei frutti e delle verdure più o meno conosciuti è un modo per educarli alla varietà, alla stagionalità, ai metodi di coltivazione biologici e biodinamici, al rispetto della natura e di tutte le creature viventi, ad incuriosirsi per ciò che è diverso e ad assaggiare ciò che loro stessi coltivano.
Il Comune e Slow Food hanno intuito che l’orto può diventare uno strumento straordinario per trasformare il piccolo consumatore in un coproduttore, cioè un cittadino consapevole che le sue scelte d’acquisto hanno delle ripercussioni sul mondo che lo circonda, in primo luogo tra gli agricoltori e gli allevatori.?Gli stimoli dati ai bambini con il progetto “Orto in Condotta” vanno nella direzione del buono, del pulito e del giusto, perché viene trasmesso loro l’idea che ciò che è coltivato in maniera non intensiva, che è raccolto al momento giusto e non fa centinaia di chilometri per arrivare a destinazione, non può che essere organoletticamente più buono ed ecologicamente più sostenibile. Il concetto di responsabilità verso l’ambiente e verso il prossimo viene trasmesso attraverso il lavoro di gruppo nell’orto e la cura che ogni bambino deve avere della propria piantina.
Ci piace pensare che degli stimoli educativi di questo tipo possano insegnare qualcosa ai bambini, ma anche alla comunità a cui questi bambini appartengono. Il coinvolgimento più o meno diretto dei genitori, il contatto con i nonni ortolani che aiutano maestre e bambini nell’orto, l’interazione con alcuni operatori del settore agroalimentare aprono la realtà dell’Orto in Condotta a scambi con l’esterno, con la comunità che deve imparare insieme ai bambini a consumare in modo più consapevole a partire dalle mense scolastiche.?Dopo un percorso formativo rivolto agli insegnanti ed una serie di incontri con i genitori per metterli a conoscenza del progetto, Slow Food ha individuato tra i residenti alcune figure di “nonni ortolani”, che hanno adottato gli orti prendendosene cura insieme agli alunni delle scuole coinvolte.?Alla fine dell’anno scolastico una festa suggella il lavoro svolto, per un progetto pensato su tre annualità e che Slow Food vorrebbe estendere al maggior numero di scuole possibili, in Italia e all’estero. Una buona prassi da esportazione!

Spaventapasseri
Spaventapasseri


Orto in condotta
Orto in condotta

Orto
Orto




Data ultima revisione dei contenuti della pagina: 04.11.2008