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La città nel pensiero e nel fare delle donne

Urbana, la città attraverso i generi e le generazioni, è stata fra le tante altre cose un'occasione preziosa per ritrovarsi a parlare, discutere e lavorare con un approccio di genere sulla città.

Un tema su cui anche attraverso il Sito Tempi e Spazi, si cerca di sviluppare pensiero e immaginario collettivo e di promuovere esperienze di partecipazione diretta degli abitanti per fare città a partire da sé.

Gli spazi d'espressione offerti dal Sito alla progettualità di adulti e bambini, mettono in luce diversi linguaggi, approcci, modalità, creatività e un fare che, in controtendenza al modello culturale dominante, prefigura la città accessibile.

Una città attenta a tutte quelle scelte che possono servire ad eliminare i conflitti fra persona e ambiente, contribuendo anche così a conciliare tempi e percorsi di vita con i tempi per sé, i tempi di cura e di lavoro.

L'esperienza del Sito e in particolare del Laboratorio Telematico che lo caratterizza, è stata la base di riferimento per parlare, anche attraverso progetti concreti, di Cultura dell'Accessibilità.

Il contributo sviluppato su questo tema al Laboratorio di Urbana, infatti, ha attinto a piene mani a questa "banca" di progetti ed esperienze che in tutti questi anni gli hanno dato corpo ed anima. Scorrendole si possono rintracciare i valori di riferimento e i temi di fondo che riconducono alla Cultura dell'Accessibilità: cittadinanza, urbanità, genere, ospitalità, vita indipendente, pari opportunità

Ciò che emerge chiaramente non è ancora la città accessibile, ma una sua traccia costellata di esperienze e progetti, pensati da donne e uomini, che delineano alcuni dei suoi innumerevoli aspetti, intrecci e sfaccettature.

Con questa scheda, che restituisce i temi sviluppati nel corso del Seminario Urbana, arricchendoli con altri materiali scaturiti da diversi contesti e realtà urbane, vorremmo tracciare le basi per strutturare una rete che metta in comunicazione fra loro le diverse ricerche ed esperienze.

Vorremmo dare tempo ed energie per non disperderle (come avviene spesso di tanti percorsi di donne), ma per costruire insieme un lavoro che sviluppi cultura, attenzione e sensibilità sui temi della città accessibile. Un lavoro, quindi, che anche attraverso la telematica sviluppi ed alimenti pensiero e "buone pratiche" per trasformare, a partire da noi stesse, tempi e spazi di vita.

In questo tempo storico pieno di guerre, diventa sempre più necessario l'impegno per promuovere e sostenere la Cultura dell'Accessibilità.

Nella città accessibile le persone nascono, crescono e vivono bene anche perché la qualità dei suoi spazi, edilizi e urbani, garantisce a tutte e tutti di poterla vivere pienamente ad ogni età e condizione psico-fisica.

E' questo stato interiore e questa sicurezza che aiuta le persone ad intrecciare relazioni positive e a vivere urbanamente la città.

In questo senso la città accessibile esprime e educa anche ai valori della pace.

Il Seminario "Urbana-guardare la città attraverso i generi e le generazioni", promosso dal Comune di Fiesole insieme alla Fondazione Michelucci, è stato solo un primo momento di confronto pubblico.

Il gruppo di lavoro, che si è formato per prepararlo, ha deciso di procedere per approfondirne i temi e per creare una rete di soggetti che si occupano di città a partire da un punto di vista di genere e di generazioni.

Le persone interessate a partecipare possono fare riferimento alla Fondazione Michelucci. e-mail: fondazione.michelucci@michelucci.it;
http://www.michelucci.it