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Tecnologia è donna

Interventi per una migliore fruibilità degli spazi della scuola

E' un progetto realizzato dalla CGIL Scuola di Firenze in collaborazione con le scuole tecniche - professionali ITI e IPIA Leonardo da Vinci, IPSIA Benvenuto Cellini di Firenze e l'ITC Alessandro Volta di Bagno a Ripoli, coordinato dalla prof.ssa Vanna Galassi. Finanziato dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, in attuazione della legge 125 del 10/4/91 (Azioni positive per la parità uomo-donna nel lavoro), si è avviato nell'anno scolastico 98/99 ed è tuttora in corso.

L'accesso è stato riservato a piccoli gruppi di bambine dagli otto ai dodici anni e alle loro madri che per un pomeriggio alla settimana hanno animato, con la loro presenza, alcuni laboratori tecnologici delle scuole tecnico-professionali coinvolte nell'esperienza.

Sono state realizzate attività istruttive e al contempo divertenti come ad esempio costruire un caleidoscopio, dei giocattoli, degli oggetti in legno e metallo usando il tornio, il saldatore e il trapano a colonna o riprodurre un'eruzione vulcanica, progettare e stampare biglietti di auguri personalizzati, riparare la bicicletta. Particolare cura è stata rivolta alle misure di sicurezza da adottare in casa e nei laboratori utilizzati (meccanica, elettrotecnica e elettronica, tipografia, falegnameria, chimica, fisica), fornendo le basi per svolgere anche lavori per la manutenzione di piccoli impianti ed elettrodomestici.

I laboratori sono stati guidati da personale tecnico prevalentemente femminile, appositamente formato anche rispetto all'appartenenza di genere. E' la cultura dell'imparare e crescere nel “fare” a caratterizzare questo percorso formativo dove molteplici ed articolati sono gli obiettivi:

  • incremento dell'occupazione femminile qualificata;
  • superamento dell'attuale situazione di segregazione formativa nelle scuole secondarie superiori;
  • sensibilizzazione della scuola sul tema delle pari opportunità e rafforzamento della fiducia di bambine e donne adulte nella propria adeguatezza a mansioni tradizionalmente maschili;
  • diffusione di competenze di tipo culturale e pedagogico fra il personale femminile che possiede già specifiche conoscenze tecniche per rafforzarne le motivazioni nel proseguimento di un percorso professionale non tradizionale;
  • diffusione di competenze tecniche fra le alunne della scuola dell'obbligo per orientarle verso percorsi scolastici attualmente caratterizzati da una utenza prevalentemente maschile e per contribuire ad eliminare gli ostacoli sociali e familiari verso questo tipo di scelta scolastica;
  • migliore e piena utilizzazione dei laboratori scolastici fortemente sotto utilizzati.