Tempi e Spazi
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(Pensare la ) città

Cantiere selvaggio

La città è per eccellenza lo spazio che accoglie ogni istante di vita delle persone che la abitano con i loro corpi, storie e bisogni.

La qualità estetica e funzionale dei suoi spazi, edilizi e urbani, si traduce automaticamente in qualità dell'esistenza per tutti.

Tutto ciò che limita o impedisce o rende faticoso, stressante, pericoloso... abitare uno spazio, deriva da non pensare sufficientemente che ogni suo frammento deve servire a facilitare l'esistenza di chiunque lo abita. Deve servire a far esprimere, a far incontrare fra loro le persone, ad arricchirle anche con le memorie e testimonianze racchiuse nei suoi muri e nelle sue pietre.

La città non pensata, con i suoi effetti sulle nostre scelte e tempi di vita, è prima di tutto un problema culturale e non di soldi. Si progettano e realizzano edifici, sia pubblici che privati, strade, marciapiedi, piazze, giardini, cinema, teatri, cimiteri, chiese, ospedali... nuovi o ristrutturati e già pieni di barriere che impediscono a tante persone di abitarli pienamente. Cioè di lavorarci, di divertirsi, di incontrarci amiche e amici, di curarsi, di raccogliersi nel mistero di un rito.

E' rimuovere tutte queste barriere che riduce il tutto ad un problema di soldi. Il fotogramma esemplifica un effetto della città non pensata: qui si è costretti a scendere dal marciapiede e a camminare per strada.

Una modalità diffusa in tante nostre città dove, paradossalmente, si pensa di realizzare o si stanno realizzando "percorsi sicuri" per garantire un pò di autonomia ai bambini, alle persone che camminano lente o che hanno problemi di mobilità, continuando però a non vedere che in tante altre zone questa sicurezza, che non costerebbe niente, viene spesse volte sistematicamente compromessa.