Tempi e Spazi
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sugli SPAZI


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Abitare

Percorso accidentato

Ogni spazio della città si progetta a partire dai nostri modi di abitarlo. E' questa la forma più diretta e immediata di partecipazione alla progettazione urbana.

Spesso usiamo (abitiamo), gli spazi in modo improprio e maleducato.

Esempio spostando un cestino portarifiuti, una fioriera o un cassonetto della spazzatura per farci posto o parcheggiando l'auto in un'area pedonale come quella documentata dal fotogramma, senza preoccuparci se questa nostra necessità può impedire o rendere più faticoso se non pericoloso il cammino degli altri.

La città é troppo tollerante con chi inquina, con chi produce rumori inutili, con chi occupa un posto auto riservato alle persone che camminano con difficoltà o con chi lascia auto, bicicletta, motorino, sui marciapiedi o sulle strisce di un attraversamento protetto...

Questa città contribuisce ad innescare e alimentare in molti la sindrome del "sorpasso", come quella del famoso film: cambio modalità e trasformo radicalmente il mio comportamento. Da automobilista frettoloso e intollerante divento un pedone che rivendica il diritto alla precedenza e la propria inviolabilità nell'attraversamento.

L'esempio esemplifica ovviamente le diverse situazioni dove l'abitante cambia rapidamente il proprio stato e ruolo.

Il problema non sta in queste inevitabili trasformazioni, ma nel non mantenere nei propri comportamenti un atteggiamento di fondo coerente con le regole del vivere urbanamente.

Forse queste sono solo piccole cose, ma sono il segno che si ha cura dello spazio che ci accoglie e che abitiamo con attenzione per condivederlo, con bellezza, insieme alle altre persone.

Quindi bisogna partire da ognuno di noi e ri-vedere criticamente i nostri modi di abitare. E' questa la premessa indispensabile per iniziare a trasformare radicalmente la città.