La nozione greca di "misura" ha senso solo rispetto alle dimensioni del corpo umano.
Simon Weil, Quaderni.
Bambine e bambini, ragazze e ragazzi, giovani, uomini e donne di ogni età, persone grandi e piccole con delle disabilità motorie e/o sensoriali - temporanee o permanenti - non possono essere riassunte e cristallizzate negli spazi prodotti dalla cultura del cosiddetto "utente tipo".
Cioé in un modello che dovrebbe esprimere e riassumere in sé le diverse misure dei corpi, con tutte le specifiche esigenze e bisogni oltre ai desideri, sogni, aspettative che sono espressione intrinseca alle diverse età e alla diversa appartenenza di genere.
Anche le soluzioni adottate per eliminare le cosiddette barriere architettoniche, scaturiscono da questo stesso approccio culturale quando si riferiscono ad un "utente disabile modello", che generalmente é una persona costretta ad usare sedia con ruote. Ignorando così che non sempre queste stesse soluzioni facilitano la mobilità delle persone che hanno altre disabilità motorie.
"Uno spazio a misura di chi é costretto a muoversi su sedia con ruote, é uno spazio accessibile e vivibile per tutti" oppure "uno spazio a misura di bambine e bambini, é uno spazio a misura di tutti", sono affermazioni di principio importanti sul piano dei valori. Ma entrambe racchiudono ed esprimono soltanto un approccio culturale alla progettazione architettonica e urbana.
La specificità e peculiarità delle esigenze e bisogni di ogni persona - abile o disabile - infatti rimane, sollecitando l'individuazione di scelte progettuali appropriate a dare piena espressione e valore, anche estetico, alle diverse soggettività e alla loro diversità in ogni spazio della città.
Senza questa chiarezza la tendenza progettuale che si sta definendo e che mostra segni di attenzione e di apertura al cambiamento, corre il rischio di produrre altri sprechi e altre barriere.
E' con questa consapevolezza che si é sperimentata la sedia con ruote lungo il percorso di simulazione, confrontando via via i problemi con chi provava a camminare aiutandosi con le stampelle o ad occhi bendati.