Fare e pensare le città vicine è
stato il tema dell'incontro che si è tenuto al Centro-Donna
di Mestre lo scorso 4 Marzo 2007, con la presenza di realtà
di Mestre, Chioggia, Catania, Bologna, Reggio Calabria, Catanzaro,
Spinea, Milano, Foggia, Roma, Asolo, Padova, Firenze. Città
che in questi anni sono diventate "vicine" attraverso una
rete di scambi, iniziative e relazioni.
Prevalente la presenza e le esperienza delle donne che hanno animato
tutto l'incontro.
"Il di più" delle Città Vicine sta in un modo di vivere ed abitare le città con il proprio corpo e mente. Sta nella capacità di vedere quello che capita non solo nella città dove si abita, ma in tutte le città, mettendosi nei panni di chi vive peculiarità ed eventi che attraversano di volta in volta queste realtà. La città quindi è assunta come metafora di mondo, come luogo di un pensiero collettivo dove si và e si viene e dove si lascia sempre qualcosa di sé (A. Franchi), ma anche come luogo che racchiude e rispecchia la relazione con il proprio corpo. "Il di più" delle Città Vicine sta nell'agire in prima persona; sta nel lasciarsi attraversare dalle cose che accadono; sta nel saper aprire e nel sapersi muovere nelle contraddizioni. Quando hanno vita le Città Vicine? Quando c'è il desiderio d'incontrarsi, quando ci si mette in gioco per le Città Vicine. (A. Di Salvo)
L'incontro si è aperto riprendendo il filo dal convegno "La
rete delle città vicine" che si è svolto a Bologna
nel 2006, i cui materiali sono stati pubblicati in "AP
autogestione e politica prima, periodico di azione mag e dell'economia
sociale" , n. 1 gennaio-marzo 2007. Numerosi sono stati
i contributi che si sono soffermati sulle esperienze in atto nelle
diverse città presenti e su come procedere per passare da La
rete delle città vicine a Fare e pensare le città
vicine.
(Fanny Di Cara)