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Curare lo spazio: opera-gioco nella periferia urbana di Pisa

Curare le città, ridisegnarle perché riflettano la natura e quindi anche la naturalità della trasformazione dei tempi e cicli di vita d'ogni persona, significa curare anche chi le abita.

Curare chi le abita, significa riconoscere ed esprimere progettualmente, il valore e il ruolo che ha ogni spazio della città e non solo in un percorso terapeutico, ma in tutti gli istanti della quotidianità.

Le città contemporanee sono diventate delle realtà dove, fra le altre cose, è sempre più difficile incontrarsi, scambiare esperienze e tempo per raccontare, ascoltare, giocare. Ammalano anche l'anima nel loro contribuire a produrre spaesamento, solitudine, indifferenza, aggressività.

Nei nostri rapporti interpersonali, l'importanza della fisicità della relazione e dello scambio, spesso è messa in ombra e condizionata da un uso non appropriato dei moderni mezzi di comunicazione che contribuiscono a rendere perfino gli spazi della quotidianità virtuali. Metafore di una città senza corpi, tempi, natura. Contesti e luoghi dove abitare insieme con gli altri diventa sempre più difficile