Nel progetto questi spazi sono stati pensati all'interno dell'area ospedaliera, ma ben distinti e separati, circondati dal verde. Il modello distributivo e funzionale riflette la diversità del trattamento e la specificità delle diverse esperienze ( parti/nascite fisiologiche; parti/nascite a rischio), che trovano, anche spazialmente, momenti d'incontro e comunicazione tra loro ( il giardino d'inverno, il soggiorno con cucina e piccola dispensa oltre al wc).
Tutto partecipa a restituire, rispettare, mantenere o, nelle situazioni a rischio, quantomeno a richiamare la naturalità ed unicità di questo evento, sia rispetto alla donna che al bambino/a.
Particolare cura è stata rivolta anche agli spazi del personale. Il loro benessere garantisce continuità nella motivazione, disponibilità, piacere per il proprio lavoro, relazioni appropriate alle diverse situazioni e quindi attenzione, coinvolgimento ed affettività per il bambino/a, per la donna ma anche per le persone con cui essa ha scelto di vivere questa esperienza.
L'ipotesi di progetto elaborata non è alternativa al parto a domicilio e alla realizzazione delle'case del parto e della nascita' fuori dall'ospedale, come da tempo chiedono le donne. È solo una proposta che completa il ventaglio di possibilità di scelta che spetta fare, sempre e comunque, ad ogni donna. È una traccia di requisiti minimi da seguire nella riorganizzazione di questi spazi per dare una risposta anche spazialmente adeguata non solo alle donne in situazioni di rischio e/o in presenza di patologie, ma anche a quelle che pur non avendo oggettivi motivi fanno la scelta dell'ospedale perchè "non si sa mai".
1. Giardino d'inverno; 2. Parti e nascite fisiologiche; 3. Degenza gravidanze - nascite a rischio; 4. Sale parto per gravidanze - nascite a rischio