Tempi e Spazi
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sugli SPAZI


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Tutto questo per raccontarvi una favola...


Fuori una città che si muove impazzita schiava del tempo, delle regole, della diffidenza, della paura di un massivo e improvviso arrivo di altre culture, tanto diverse. Una vera amica la riconosci dal fatto che non riesci mai a vederla, presa dal lavoro e dalle mille incombenze quotidiane alla fine ti incatrami a pensare sempre al giorno dopo passando la vita a rimandare, rimandare, rimandare... Dentro la città, sotto la città, accanto ad una stravagante chiesa, in una vecchissima scuola, i raggi di sole passano attraverso anonime finestrelle dei sotterranei e giungono a illuminare di luce incantata un luogo sacro fuori dal tempo e dallo spazio. E' l'hammam, l'unico vero hammam d'Italia è nato proprio a Torino, regno del calore nel regno del freddo: sono anche i contrasti che spiegano la vita. E' stato Leboyer a portarmi lì, all'Alma Terra, associazione interculturale di donne di tutto il mondo che lottano tenacemente per inventare una nuova cultura al di là delle razze. Il comune ha dato ospitalità all'Alma Terra in questa vecchia scuola, un tempo Istituto tecnico femminile chiamato Alma Mater ed è infatti con questo nome che è in realtà più conosciuta l'associazione. Nell'ambito dell'Alma Mater è nata una cooperativa, La Talea (termine usato per definire un modo di trapiantare) formata da donne di moltissime culture diverse. E' così che è nato l'hammam, più conosciuto come bagno turco poiché furono loro i primi a introdurre questo speciale tipo di cura del corpo con il vapore, li imitarono successivamente la gran parte dei paesi arabi del mediterraneo.

Il nostro hammam è stato costruito rispecchiando alcune peculiarità architettoniche degli hammam originali anche se per molti aspetti è necessariamente diverso. Negli hammam originali infatti il riscaldamento è a legna e i più antichi avevano un lucernario da cui si poteva intravedere il cielo ed è per questo che il colore blu predomina nell'hammam, simboleggiando il colore del cielo. E' difficile spiegare cosa è l'hammam perché quando pronunci questa parola in realtà sai che è molto di più che un luogo, è una dimensione di un altro mondo molto lontano da noi occidentali, inimmaginabile. Non parlo di bagno turco perché ci rimanda troppo a saune, bagni turchi e fac-simili delle palestre ora tanto di moda. Vivere l'hammam non può essere una moda, poiché è di un'arte che si tratta: Il caldo e l'umidità fermano il tempo e rallentano gesti e pensieri, l'acqua scorre discreta fra le chiacchiere delle donne mentre le nudità cancellano i confini razziali: tutto ruota intorno alla cura del corpo.

Arrivi, fai due parole con chi trovi, ti spogli ed entri nel tepidarium (westya) che è la prima sala calda e saluti chi è già lì. Al centro si trova una bellissima vasca centrale che ti offre acqua calda e fredda a volontà di cui puoi servirti con un secchio ed una ciotola dalla quale puoi anche bere. Poi ti cerchi un posto che ti ispiri sulle grandi panche di pietra intorno alla vasca e incominci semplicemente a bagnarti e già questo versarti acqua addosso senti che è un gesto molto antico che un tempo forse ti è appartenuto. Il ritmo dell'acqua che scorre via da te piano piano ti incanta e insieme al caldo umido ti trasporta dolcemente altrove.

Dopo esserti bagnata ti spalmi su tutto il corpo il sapone tradizionale, una sorta di crema fatta con i noccioli delle olive il cui aroma contribuisce a formare il tipico e avvolgente odore di hammam. Questo prepara la tua pelle al peeling che è una pratica fondamentale per le donne arabe per le quali la cura del corpo all'hammam è un dovere religioso da assolvere almeno una volta alla settimana. Mettersi il sapone è già un modo per occuparsi di te, toccarsi e farsi toccare, tracciare una mappa del tuo corpo intero, ascoltare i suoi bisogni, ridiventarne complice.