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Accessibilità, un percorso di lavoro in progress nel Comune di Prato

Appunti sul Corso di Formazione "Una città per tutte le età"

Il Corso di Formazione Una città per tutte le età è stato promosso dall'Assessorato alla Città delle Pari Opportunità e dei Diritti del Comune di Prato, nell'ambito del progetto "Città e accessibilità" finanziato dalla Regione Toscana. Rivolto alle tecniche e ai tecnici che operano nel Comune di Prato e nei comuni limitrofi, il Corso è iniziato a novembre 2003 con i contributi dei tutors, che hanno descritto ai partecipanti i problemi che incontrano nell'abitare la città. La loro lezione, partendo dalla propria casa, si è snodata sui percorsi di vita quotidiana entrando nella specificità dei diversi spazi e contesti attraversati (studio, lavoro, svago, sport, salute, ecc.). Non sono mancate le esperienze di viaggio e le considerazioni sulla qualità degli spazi abitati in queste occasioni.

Progettando giardini e spazi verdi, ancora troppo spesso non si pensa che possono essere abitati anche da bambini o da genitori che hanno delle disabilità di tipo motorio e/o sensoriale. Solo questo per dire che il problema non sta nelle persone che generalmente cercano di entrare in relazione fra loro. Il problema sta nel fatto che in molti casi è difficile farlo perché i giardini sono pieni di ostacoli e non ancora facilmente accessibili.

Per Dario, un bambino di 7 anni, è normale giocare al giardino anche con i coetanei che si muovono con difficoltà. Questo atteggiamento spontaneo deve trovare una risposta coerente in ogni spazio della città

disegno di area giochi per bambini

Ognuno ha offerto con molta generosità, frammenti della propria esistenza e della propria intimità per far comprendere meglio l'importanza di poter vivere in uno spazio capace di accogliere ogni tempo e condizione della vita. Queste le tracce delle comunicazioni:

  • Eleonora Corradetti, Casa, città e dintorni: l'esperienza degli spazi abitati nella vita quotidiana con l'ausilio della sedia con ruote
  • Dott. Raffaello Belli, Accessibilità della città e vita indipendente: esperienze da un osservatorio molto interessato
  • Matteo Buda, Dalla casa alla città: le esperienze di una persona con una disabilità visiva che si muove senza ausilii
  • Alessandro Tanini, Casa, scuola ... città: le esperienze di una persona cieca che si muove con il bastone bianco

Questo incontro è stato arricchito dalla presenza di Sandra De Maria, tiflologa non vedente (operatrice specializzata per non vedenti) e di Mauro Fastelli, tecnico dell'Educazione e della Riabilitazione in orientamento e mobilità. Tempo permettendo, gli incontri sono stati preceduti dal 'laboratorio', caratterizzato dalla verifica dei gradi di accessibilità degli spazi circostanti la sede del Corso (zona Museo Pecci). Una verifica fatta seguendo i tutors e che ha evidenziato non solo le carenze presenti in una parte recente di città, ma le esigenze legate alle persone con diverse disabilità. Gli incontri con le/i tutors, l'analisi delle loro specificità, dei diversi aspetti e sfaccettature messe in evidenza anche da questi 'laboratori esterni' sono stati gli argomenti del laboratorio conclusivo, che ha dato spazio e tempo alle riflessioni e considerazioni dei partecipanti al Corso.

Questa parte introduttiva, come previsto dal calendario, si concluderà a gennaio 2004 con gli ultimi contributi dei tutors:

  • Costanza Loni, Accessibilità della città e cittadinanza: esperienze di una mamma che si muove su sedia con ruote e aiuto, consigliera comunale impegnata
  • Elena Ballerini, L'accessibilità della città ri-vista da una architetta-progettista dopo l'esperienza di doversi muovere con l'ausilio di una sedia con ruote per una disabilità motoria temporanea

La scelta di partire dalle persone reali, dalla loro esperienza quotidiana della città e dalle loro competenze, acquisite, consolidate e verificate sul campo, ha messo in discussione, ribaltato e inizialmente anche ingarbugliato i modi di vedere e di lavorare che tanti tecnici hanno consolidato nel tempo (nel senso che man mano che si procede nella conoscenza, diventa sempre più chiaro che non può essere somministrata la stessa ricetta per soddisfare corpi ed esigenze così diverse). Questa scelta però sta anche offrendo l'opportunità di trasformare e ampliare creativamente le proprie conoscenze, approcci e i propri sguardi all'abitare la città aprendoli a nuove valenze, a prospettive inaspettate ed anche per questo, quindi, aperte all'originalità di una diversa progettualità.

Vita indipendente, autonomia, case non medicalizzate, spazi verdi attivi, città come luogo di relazione fra le persone, consapevolezza del peso che certe scelte progettuali possono avere sulla vita delle persone, il semplice buon senso, sono i principali temi comuni che i diversi tutors hanno richiamato e sviluppato a partire da sé.

La scelta di partire da sé ha contribuito inoltre a non far rientrare dalla finestra gli stereotipi, cioè le cosiddette "categorie" o "profili di utenza" che spesso appiattiscono e condizionano anche le stesse persone con disabilità quando, ad esempio, non riconoscono o trascurano, fra le altre cose, le specificità che derivano dalla differenza di genere.

Il disegno su questa pagina tratto dalla copertina del Bollettino di collegamento dei Paraplegici n.2/1984).