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Casa ecologica e salute: i rimedi e le soluzioni per migliorare l'habitat domestico

Le soluzioni bio-edili e bioarchitettoniche che da decenni vengono applicate soprattutto nei Paesi nordici, si stanno sviluppando anche in Italia dove esistono esempi di piccole e grandi realizzazioni bioecologiche sia a livello privato che collettivo. Il comune di Bologna ha istituito "Bologna 2000" un progetto di raccolta di soluzioni e proposte urbanistiche abitative che comprendano i criteri dell'architettura bio-ecologica ed eco-sostenibile.

A Modena sta concludendo i suoi lavori una commissione preposta a progettare e in seguito realizzare un complesso di centotrenta abitazioni più servizi annessi in chiave ecologica. Sempre a Modena la Cooperativa Itaca ha avviato un cantiere di autocostruzione per la realizzazione di un edificio abitativo in un'area comunale sotto la supervisione della bioarchitetta Emilia Costa.

(...) Recuperare i valori della salute e dell'ecologia rappresenta l'obiettivo primario che è alla base delle politiche della progettazione edile in numerosi Paesi dell'Unione europea.

Il primo intervento rilevante, costituito da nove bio-edifici, per un totale di centoundici appartamenti, fu realizzato nel 1985 a Tubingen in Germania e commissionato dalla società di assicurazioni Karlsruhe.

La motivazione data nel commissionare il progetto al team di architetti Eble, Haefe, Oed, Sambheth e Harms, allora sconosciuti, fu legata sia alla forte domanda di risanamento ambientale e all'attenzione per la qualità della vita negli spazi abitativi sollevata da gran parte della popolazione, sia dalla constatazione che gli edifici costruiti tra gli anni '50 e '70 vanificavano i vantaggi dei contenuti costi edificatori a causa del loro veloce degrado e dell'alto costo energetico.

L'elevata qualità bioecologica degli appartamenti che l'assicurazione dava in affitto, ebbe l'effetto, nonostante il periodo di crisi economica, di generare una richiesta doppia rispetto al numero di alloggi disponibili. Da allora gli interventi ecologici si sono moltiplicati abbracciando svariate tipologie: case, uffici, banche e luoghi di ritrovo. Per capire quali sono le proposte che la bioarchitettura avanza si può esaminare il bando di concorso, primo a livello mondiale di questo genere, lanciato dalla municipalità di Vienna nel 1993. Su cinquantotto ettari di terreno agricolo nella zona di Subenbrunn è stata richiesta la progettazione di un bio-quartiere con duemiladuecento appartamenti di diverso taglio, luoghi di lavoro e tutto quello che serve per una vita cittadina.

In Svizzera, nei Cantoni di Berna e San Gallo, dal 1990 sono stati introdotti esperti in bioedilizia nei comuni, avviate consulenze e dati incarichi a esperti per elaborare fogli informativi con chiare indicazioni ecologiche da distribuire alla popolazione e alle imprese affinché si avvii un grande cambiamento produttivo e di stile di vita. In Germania la città di Friburgo da anni promuove la cultura di uno sviluppo sostenibile della città attraverso la ricerca di soluzioni mirate a ripristinare l'equilibrio ambientale compromesso utilizzando forme di coinvolgimento sociale della popolazione. "Siamo partiti dall'esame dello stato di fatto" spiega a Gente Money il professor Gotz Kemnitz, capo dell'Ufficio tecnico della municipalità di Friburgo "Ci siamo fatti una rappresentazione spaziale della città, l'abbiamo confrontata al paesaggio naturale originale e ci siamo chiesti dove potevamo intervenire e come per ridurre il danno procurato all'ambiente. Il progetto elaborato si propone di migliorare la qualità della vita degli abitanti e di ridurre i costi gestionali cittadini attraverso diversi livelli di intervento."

Gli interventi programmati si sono rivolti in primo luogo al ripristino del microclima e della permeabilità del terreno attraverso la sostituzione dell'asfalto sui marciapiedi, nei posteggi, lungo le linee tranviarie e nelle zone di passeggio con zolle erbose, la rivitalizzazione dei frutteti, la ricanalizzazione dei torrenti e l'utilizzo di tetti ricoperti d'erba invece di pietra o coccio.

Il secondo livello di intervento comprende la riduzione al dieci per cento della quantità dei rifiuti, con la conseguente eliminazione delle discariche, la costituzione di una rete di tubi di raccolta dei bio-gas per il riscaldamento di un quartiere di ottomila persone e una rete viaria costituita da percorsi brevi per una riduzione della circolazione delle automobili.

La municipalità ha incoraggiato l'uso di sistemi di calore dell'elettricità per il riscaldamento fotovoltaico o solare e si stanno svolgendo programmi di informazione nelle scuole pubbliche dove sono stati utilizzati i sistemi e per limitare la dispersione del calore necessario a riscaldare edifici posti nella piazza vecchia della città, gli edifici storici sono stati "impacchettati" con un materiale isolante di quindici centimetri. Il terzo livello di interventi riguarda il coinvolgimento degli abitanti anche attraverso forme di risparmio sui costi dei servizi per chi rispetta le direttive e la costituzione di Casse comuni all'interno del quartiere per realizzare gli interventi programmati. "Ad esempio - continua il professor Kemnitz - abbiamo distribuito gratuitamente diecimila lampadine a basso consumo e contemporaneamente abbiamo aumentato il costo dell'elettricità. I consumi si sono ridotti, noi abbiamo pareggiato i conti e i livelli di inquinamento si sono abbassati."

Senza la partecipazione della collettività qualsiasi progetto eco-sostenibile non avrebbe effetto, dunque l'informazione e il coinvolgimento della cittadinanza sono un fattore strategico per la riuscita del programma. A Friburgo sono stati coinvolti molti sistemi di informazione: internet, cd rom, video clips, una pubblicità creativa mirata a sviluppare una mentalità aperta ai vantaggi collettivi che ha reso possibile oltre al coinvolgimento la partecipazione e l'attivazione personale dei singoli e delle associazioni. Friburgo è anche tra le quindici città che concorrono alla stesura del "Progetto del futuro" indetto dal Ministero dei Lavori pubblici tedesco e che comprende anche altre città extra tedesche per la definizione delle strategie per il trentesimo secolo di prevenzione e compatibilità della mobilità nel rispetto ambientale.