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Febbraio 2004

Città e accessibilità

Relazione sugli sviluppi del progetto nell'anno 2003 a cura dell'arch. Fanny Di Cara

Note sulla genealogia e sulle finalità del progetto

Logo creato dall'autrice La qualità della connessione fra tempi e spazi di vita rimane ancora nell'ombra nel governo delle città e del territorio anche se gli spazi hanno un peso determinante sulla qualità dell'abitare delle persone di ogni età e sulla qualità (oltre che quantità), del lavoro di cura che impegna soprattutto le donne.

Con questa chiave di lettura e con un approccio che considera il Tempo e lo Spazio anche come dimensione del corpo in ogni istante della sua trasformazione, il progetto "Città e accessibilità" sviluppa alcuni aspetti che caratterizzano una linea guida del Piano dei Tempi e degli Orari del Comune di Prato.

Attraverso alcune azioni, progetti ed esperienze, si è attivato un percorso (tuttora in atto), volto a suscitare, sviluppare e consolidare, a partire soprattutto dall'interno dell'Amministrazione Comunale, maggior consapevolezza sulla stretta connessione fra tempi e spazi di vita.

Questa consapevolezza dovrebbe contribuire a definire altri approcci, altre modalità di lavoro e altre chiavi di lettura della realtà urbana e degli strumenti per il governo delle trasformazioni definiti anche dalle leggi (1), per far vivere bene e con bellezza adulti e bambini.

Sostanzialmente é questo l'obiettivo di fondo del "Progetto speciale: Prato amica" (file .rtf) che sviluppa in particolare una delle 4 Linee di Piano che costituiscono la griglia di riferimento del Piano Regolatore dei Tempi in adozione:

  • Prato amica;
  • Prato facile e trasparente;
  • Prato aperta;
  • Prato scorrevole.

E' in quest'ambito che è stato definito "Città e accessibilità" (file .rtf), un progetto biennale finanziato dalla Regione Toscana.

La matrice culturale del "Progetto speciale: Prato amica", è la stessa da cui ha tratto humus il Piano Regolatore dei Tempi e degli orari del Comune di Prato. Per la sua definizione anche a Prato si segue una traccia metodologica e delle coordinate di fondo che rispecchiano l'elaborazione e la ricchezza di pensiero che, dagli anni ottanta, le donne hanno sviluppato su questo tema.

Formalmente adottato nel 1997, il Piano è un primo punto d'arrivo di un lungo percorso, anche informale, dove si sono intrecciate iniziative ed esperienze animate soprattutto da donne con diverse competenze, linguaggi e ruoli anche istituzionali, impegnate su questa problematica (2).

Nel novembre 1995 l'Assessorato alla Trasparenza, con delega del Sindaco, avvia formalmente la costruzione del Piano Regolatore dei Tempi e degli orari, con la consapevolezza dell'importanza che la problematica dei tempi non rimanga estranea alla definizione del Piano Urbanistico, che è uno strumento strategico per la promozione e il governo della qualità urbana.

Il Piano Regolatore Generale del Comune di Prato, approvato nell'aprile 2001, ha cercato di integrarla, riconoscendo la difficoltà "a cogliere tutte le intersezioni (...) tra la costruzione di un piano regolatore e la costruzione del piano regolatore dei tempi" (Dalla registrazione dell'intervento di Bernardo Secchi, "Spazi e tempi della città", al Convegno promosso dal Comune di Prato su questo tema, nel marzo 1996).

"Progetto speciale: Prato amica", definito nell'ambito dell'Assessorato alla Città delle Pari Opportunità e dei Diritti del Comune di Prato, ha assunto questa difficoltà come una risorsa per trasformare le valenze e la qualità dell'approccio culturale e di conseguenza dei modi di modellare la città e il territorio.