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Tempi sociali e tempi urbani: un progetto di città

Intervista a Sandra Bonfiglioli a cura di Gisella Bassanini, gennaio 2002

Sandra Bonfiglioli è professore ordinario di Pianificazione Territoriale al Politecnico di Milano, esperta di analisi dei cronotopi urbani e di progettazione di politiche temporali. Per informazioni è possibile scrivere al seguente indirizzo:
Sandra.Bonfiglioli@polimi.it
oppure chiamare il centralino della segreteria del Dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano: 02/2399 5455.

In questi ultimi anni si è passati dalle cosiddette politiche orarie all'urbanistica time-oriented. Come è avvenuto questo passaggio e perché?

Sono state le sperimentazioni degli anni Novanta a definire questo significativo spostamento dell'azione pubblica dagli orari pubblici ai tempi sociali e urbani, al progetto della città - ad un'urbanistica time-oriented appunto - che agisce nel campo della sicurezza urbana, della rivitalizzazione dei centri storici, della rigenerazione urbana - per citare alcuni temi - pensando alla città come cronotopi: luoghi cioè abitati da una mescolanza di popolazioni.

L'aver portato in queste politiche tutta l'esperienza del vivere - e sono state le donne le prime a farlo - ha decretato il naturale passaggio dalle iniziative legate alla razionalizzazione dell'articolazione oraria al complesso dei tempi sociali e urbani, al rapporto tra tempi vissuti e tempi collettivi. Il numero di Territorio 18/2001, da poco in distribuzione, è dedicato proprio a questo significativo mutamento, mettendo in evidenza le questioni e i temi che caratterizzano questa nuova fase che stiamo vivendo.

Il pensiero femminile ha avuto un ruolo decisivo nello sviluppo di questi processi di innovazione che riguardano il tempo. Cosa deve essere fatto per continuare questa tradizione?

Le politiche temporali nascono nel nostro paese come attività di gender mainstreaming che vanno ad affiancare le azioni di Pari Opportunità e le azioni positive più in generale. Da subito è emersa la questione di non ridurre la dimensione di civilizzazione e di cittadinanza che sta dentro la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro ad un problema di savoir faire individuale poiché il problema è politico e urbanistico: è un problema di carattere collettivo. La conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro è oggi diventata una importante linea guida per la riqualificazione urbana e della vita assieme.

Siamo così convinte/i dell'importanza che il pensiero e la pratica femminile ha avuto, e continua ad avere, nello sviluppo e radicamento dei progetti e delle politiche a carattere temporale e sulla creazione di uno sguardo originale sul mondo e sulla città che a breve apriremo - all'interno dell'Area di ricerca "Urbanistica dei tempi urbani" istituita quest'anno presso il Politecnico di Milano - una sezione dedicata proprio a tale aspetto: alla cultura delle donne e al contributo che questa ha dato alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e per una migliore qualità della vita urbana. La sfida non è facile. Molte sono le questioni ancora aperte e molteplici sono le sfaccettature, gli aspetti, le contraddizioni che lo stesso sguardo femminile porta con sé. Come è possibile pensare a una città per tutti e tutte senza rinunciare al proprio sguardo e vissuto di donne? Che cosa vuol dire confrontarsi con la dimensione urbana dove agiscono, due, mille differenze? Su tali questioni le donne, pur con posizioni diverse, stanno da tempo riflettendo e hanno molte cose da dire.

Quale è la situazione in Italia dopo l'approvazione della legge 53/2000 e cosa sta succedendo all'estero?

La legge 53/2000 ha determinato nel nostro paese un forte radicamento teorico di questa nuova disciplina ed ha avuto un enorme successo all'estero. La legge conosciuta come legge Turco ha aperto uno spazio politico nuovo di dialogo sociale e societale ed anche un nuovo e più ampio terreno di azione in favore di una migliore conciliazione dei tempi individuali e collettivi. Purtroppo, questa legge è stata varata in un momento non facile. L'allora Ministra Livia Turco - per sua stessa ammissione - ha curato soprattutto l'applicazione della prima parte della legge, quella che riguarda i congedi parentali, poi c'è stato il cambio di governo e la legge non ha avuto, per quanto riguarda la seconda parte, dei meccanismi di applicazione. Attualmente la situazione si differenzia a seconda delle realtà: le Regioni che erano già dotate di leggi sul coordinamento dei tempi e degli orari continuano a fare riferimento a quelle, intanto lavorano, come altre Regioni, alla definizione dei meccanismi di applicazione così come indicato dalla 53/2000. Il quadro nazionale che si presenta è a macchia di leopardo, dove chi fa sono soprattutto quelle realtà che hanno una maggiore cultura istituzionale. Diversi sono i Comuni che stanno premendo sulle Regioni per accelerare i tempi di definizione delle norme e dei criteri per il coordinamento dei tempi delle città così da poter continuare le esperienze già avviate in un quadro più chiaro e preciso.

La legge n. 53 ha posto termine al momento eroico dei pionieri e lo slancio con cui queste politiche sono cresciute in dieci anni si è progressivamente esaurito. Le domande che oggi i Comuni stanno facendo per esempio alla Regione Lombardia sono domanda tecniche: "Come si fa? Che risultati ottengo? Quali sono le competenze tecniche necessarie e quali i metodi e le procedure da utilizzare?" Questioni sulle quali è da anni che stiamo lavorando come Politecnico.

La situazione all'estero è invece diversa. Ora sono Paesi come la Francia, la Germania, l'Olanda, ad essere nella fase eroica. Hanno molti finanziamenti e grande attenzione da parte degli organi governativi e per questo stanno promuovendo numerose iniziative e avviando molti progetti di grande interesse.

Quali sono i progetti futuri del Politecnico di Milano sia per quanto riguarda la formazione che la ricerca?

Nell'anno accademico 2001-2002 si è attivato presso questo Ateneo un nuovo corso triennale di laurea in Urbanistica dei tempi e della mobilità. Dal prossimo anno il corso si sposterà nella nuova sede decentrata di Piacenza.

Nel 2001, un'Area di ricerca Urbanistica dei tempi urbani è stata costituita presso il Dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano. Gli assi di ricerca sono: politiche temporali per la conciliazione dei tempi individuali, familiari e di lavoro; urban regeneration and safety; progettazione delle stazioni e dei servizi di scambio; servizi per circuiti museali e riqualificazione delle vie storiche; sistemi tecnici per l'urbanistica time oriented e le cronomappe; public art.

Il corso di laurea e l'area di ricerca sono i primi passi per costruire una rete di università della Unione Europea con lo scopo di offrire una formazione universitaria europea in materia di politiche temporali. La costruzione di una comunità scientifica affianca il progetto formativo. Questo progetto è gestito dall'Associazione Eurexcter Europa che raccoglie in rete comunità locali, università, imprese, sindacati e altri attori sociali.

Pensare ed agire europeo è lo slogan di questa nuova fase di sviluppo delle politiche temporali.