Il successo dell'iniziativa, replicata alla scuola Montagnola per una settimana, ha dimostrato che con piccoli accorgimenti (il presidio di alcuni incroci da parte di volontari adulti o di vigili, il senso di protezione dato dal gruppo, la scelta accurata dell'itinerario e l'effetto di "critical mass" dato da un grande numero di bambini per strada tutti insieme rispetto all'invadenza incontrastata delle automobili) si poteva mandare un gran numero di bambini a scuola da soli senza costose e complesse modificazioni strutturali della viabilità del quartiere.
Dove però il progetto dei bambini ha creato conflitto è stato nella richiesta di chiudere alle auto la strada di accesso alla collinetta su cui sorge la scuola Montagnola e la richiesta di alcune modifiche strutturali alla viabilità come la messa in sicurezza di alcuni incroci intorno alla scuola Martin Luther King inserendo semafori a tre tempi che rendono più sicuro l'attraversamento per i pedoni ma rallentano le auto.
La prima proposta ha incontrato le proteste proprio di alcuni genitori poco disposti a rinunciare all'uso dell'auto per accompagnare i bambini a scuola ma è stata tuttavia sostenuta dalla stragrande maggioranza delle famiglie e dalla Amministrazione Comunale che è stata attivata per emettere un'ordinanza di chiusura della strada negli orari di ingresso e uscita, la seconda proposta non è stata presa in considerazione dagli uffici della mobilità comunali per la presunta immodificabilità delle regole della strada che tendono a privilegiare lo scorrimento delle auto.
Le ricadute immediate della sperimentazione sono state comunque un aumento significativo del numero dei bambini delle classi più alte (IV e V) che hanno cominciato ad andare a scuola da soli e un aumento della capacità di conoscere e affrontare l'ambiente urbano e di contrattazione dei bambini più piccoli nei confronti dei genitori sulla questione della propria autonomia.