L'esigenza emersa dall'interazione con insegnanti, genitori e alunni di queste due scuole era quella di migliorare l'accessibilità alla scuola per favorire il recupero della mobilità autonoma dei bambini.
L'intreccio tra problemi reali creati dal disegno delle strade non a misura di pedone e dall'aumento del traffico e le paure dei genitori allargatesi oltre ogni ragionevole motivazione a causa delle pressioni psicologiche create dalla diffusione di una cultura di iperprotezione dell'infanzia che tende alla sua segregazione avevano fatto sì che negli ultimi anni il numero dei bambini che andavano a scuola da soli fosse sceso al 5% della popolazione scolastica delle due scuole (più di 500 bambini in totale).
Per sbrogliare la matassa siamo partiti da una mappatura della situazione reale: ogni bambino ha individuato sulla mappa del quartiere il proprio percorso casa scuola segnandolo con un filo di lana colorato e ogni classe ha prodotto un'inchiesta con i dati sulla percentuale dei bambini che andavano da soli, mezzi di trasporto utilizzati e adulti che li accompagnavano. Poi i bambini durante sopralluoghi con le insegnanti e i genitori a casa hanno individuato lungo il percorso i pericoli esistenti (difficoltà di attraversamento, tipologia di traffico, inquinamento, presenza di persone poco affidabili etc.), lo stato di manutenzione delle strade e della segnaletica, la qualità complessiva dell'ambiente della strada (presenza di negozi, aree verdi e di gioco, arredi, rumori, odori etc.).
Tutte queste informazioni, insieme ad alcune proposte su come affrontare singoli problemi reali sono confluite in una mappa gigante chiamata "La mappa dei rischi e delle opportunità". Su di essa sono state riportate anche le abitazioni degli alunni e individuati i "Gruppi di vicinato", cioè i bambini che abitavano nella stessa zona e che avrebbero potuto fare la strada insieme. I percorsi casa scuola più sicuri per ciascun gruppo di vicinato sono stati individuati con l'aiuto dei bambini stessi, in base alla loro piacevolezza, senso di sicurezza e brevità (molti bambini erano esperti conoscitori ad esempio di scorciatoie pedonali).
L'obiettivo finale era arrivare ad una giornata di sperimentazione durante la quale i bambini, organizzati in gruppo e ritrovandosi in punti di raccolta prestabiliti vicino casa, provassero ad andare a scuola a piedi senza i genitori.