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Finalità e idee

Brescia, campi per l'addestramento dei cani nel Centro "Cave Canem".

Brescia, campi per l'addestramento dei cani nel Centro "Cave Canem".

Il principale obiettivo del lavoro, era quello di cercare di ridurre l'attuale divario tra le esigenze del cane e le prestazioni attualmente riscontrabili nei canili: Allo scopo è stato necessario avvicinarsi a discipline estremamente lontane dall'architettura, quali l'etologia e la zooantropologia, finalizzate alla conoscenza delle reali esigenze del cane.

È stato appurato che il mero rispetto delle prescrizioni normative non è sufficiente a garantire il benessere del cane: è necessario coniugare il repertorio comportamentale dell'animale, inteso sia singolarmente che in rapporto ai suoi simili, con le esigenze funzionali, costruttive e gestionali.

È importante che cambi l'attuale stato di questi luoghi, associati a realtà marginali e di degrado, puntando alla realizzazione di una nuova impostazione del canile che dovrebbe contemporaneamente divenire:

  • un luogo 'aperto' e 'trasparente' capace di dialogare con gli altri poli del 'sistema citta';
  • un possibile punto di aggregazione per coloro che amano i cani e ne ricercano la compagnia;
  • una opportunità finalizzata a riqualificare aree marginali o degradate;
  • un luogo facilmente accessibile, collegato ed integrato al contesto sociale e territoriale;
  • un luogo per l'accoglienza temporanea dei cani senza proprietario, e non un 'parcheggio zoologico sine die';
  • una struttura possibilmente in grado di auto finanziarsi mediante l'espletazione di servizi quali la 'pensione', il gabinetto veterinario e il cimitero per cani con proprietario...ecc.;
  • un centro dotato di strutture sanitarie.

Cimitero per cani nel Centro "Cave Canem"

Il metodo adottato per riuscire a dar forma e contenuti alla parte propositiva, una volta acquisito un bagaglio culturale allargato rispetto le esclusive conoscenze architettoniche, si sviluppa su tre livelli di riferimento:

  1. i principi guida;
  2. il canile municipale nel contesto territoriale;
  3. dal quadro esigenziale ai suggerimenti per la progettazione.

Nel primo livello sono enunciati due principi guida, che dovrebbero porsi alla base del processo ideativo e progettuale del canile municipale, per riversarsi a cascata sui due livelli successivi:

  • il canile municipale deve essere permeabile ed integrato rispetto al contesto sociale e territoriale in cui si colloca. Rendere raggiungibile e visitabile un canile significa assicurare, o comunque incentivare, le adozioni, rendendo effettivamente tali strutture punti di soggiorno temporaneo per il cane;
  • il canile deve essere impostato e strutturato secondo criteri etologici, in cui le esigenze della specie siano assecondate e soddisfatte. Un'interazione, con l'ambiente, motivante e costruttiva è indispensabile per lo sviluppo di modelli comportamentali normali, in cui il cane può sviluppare le attitudini geneticamente determinate e proprie del suo essere.

Nel secondo livello è affrontata l'importanza della scelta del contesto territoriale in cui il canile va a collocarsi, che risulta essere un nodo di notevole importanza nella filiera delle scelte progettuali.

Deve essere lasciata al passato la volontà di destinare ai canili aree di risulta, spesso all'interno o a margine con situazioni degradate ed insalubri.

Se tali strutture devono divenire punti di valore, in cui i cani costituiscono il perno su cui innescare una spirale capace di attirare al suo interno occasioni di incontro, scambio e arricchimento, occorre fare attenzione nella scelta:

  • dell'area di intervento;
  • del range ottimale (compreso da un limite minimo ed uno massimo di soggetti da ospitare) capace di far conseguire un adeguato benessere dei cani e contemporaneamente una corretta ed efficiente gestione da parte del personale;
  • dei servizi che il canile municipale può offrire al contesto territoriale che lo ospita, alcuni dei quali da sfruttarsi come fonti di autofinanziamento.

Il terzo livello fa da contenitore per tutte le informazioni, i suggerimenti e le riflessioni strutturate in modo da permettere al progettista di compiere una serie di azioni al fine di soddisfare un quadro esigenziale riferito in primis al cane, poi agli altri soggetti con cui il cane interagisce: operatori, volontari e visitatori del canile. L'analisi dei caratteri etologici ha evidenziato un quadro esigenzile che non racchiude bisogni antropomorfizzati, ma esclusive esigenze di specie.

Il cane, che si trova a vivere in un ambiente innaturale come il canile, deve aver modo di mantenere inalterati i caratteri della sua indole, per questo è fondamentale, allo scopo di conseguire un benessere sia fisico che psicologico, garantire il soddisfacimento di tale quadro esigenziale, riassumibile in:

esigenze fisiologiche del cane:
soddisfare le esigenze fisiche;
esercitare i sensi;
esigenze relazionali del cane:
le relazioni con l'uomo;
le relazioni con i cospecifici

È importante, al fine di non rendere un percorso progettuale meramente utopico, non immaginare di poter realizzare cattedrali nel deserto, in cui i costi di realizzazione e di gestione superano le reali possibilità finanziarie delle realtà in cui si collocano, anche se la gradevolezza ambientale è un requisito che deve essere soddisfatto per invogliare e stimolare la frequentazione dei cittadini, allargando l'attuale raggio di utenza che si ferma, oggi, ai soli volontari zoofili.

Una conoscenza effettiva delle primarie e reali necessità dei cani può consentire di realizzare, a parità di investimenti economici, spazi di vita idonei, in cui le deviazioni comportamentali possono essere arginate.