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Alzheimer e spazio

Una donna

Ho perso l'ora
del tempo che vive
tu che passi come la foglia
consumi il mio pensiero
senza gloria
Ho perso il mattino
il giorno la notte
la tua parola
Ho perso lo squillo
del tempo che vive
Ho perso l'ora dell'ora

Pinuccia Bozzi Garavaglia



Spazi per curare funzionali, accoglienti e amorosi come un grembo

Ammalarsi di Alzheimer, vuol dire perdere progressivamente le proprie capacità cognitive: percezione, linguaggio, intelligenza, pensiero. Significa cioè perdere, irrimediabilmente, la possibilità di comunicare e di badare a sé stesse/i. Questa condizione porta alla necessità di dover affidare totalmente agli altri la propria esistenza, ma anche questa é una scelta impossibile, a senso unico. Una scelta che questo tipo di patologia impedisce di fare, perché le persone con Alzheimer o comunque affette da demenza, non sono in grado di scegliere niente: non scelgono le persone a cui affidarsi né quelle con cui vivere e relazionarsi, non scelgono i loro spazi né i loro tempi e ritmi di vita.

Forse, per renderci più attente/i alle persone che vivono questa dimensione del corpo e della mente, basterebbe soltanto conoscere cosa vuol dire “demenza” e pensare (anche egoisticamente), che questa eventualità potrebbe segnare, più o meno direttamente, la nostra esistenza. Questa consapevolezza, anche di “pancia”, é la premessa indispensabile per sviluppare e alimentare non soltanto una rete anche informale di aiuto, ma per garantire una costante azione di tutela collettiva, per non lasciare a sé stesse queste persone e le loro famiglie.

In queste situazioni il diritto di cittadinanza si amplifica nel suo valore intrinseco che si arricchisce di un'umanità che offre, senza veli, una testimonianza di sé che deve essere assunta e trattata con rispetto sacrale. Anche in questo senso la condizione delle persone con Alzheimer, ossia la qualità della loro esistenza e di tutto quanto concorre a garantirla nelle diverse fasi della malattia, è una cartina di tornasole che esprime il livello di civiltà di una comunità e di un intero Paese.

In Italia siamo solo all'inizio del percorso che sembra far tesoro dell'eccellenza delle esperienze sviluppate, ormai da qualche decennio, in alcuni paesi occidentali come la Gran Bretagna, la Svizzera, la Francia, la Germania, il Canada, gli Stati Uniti. Esperienze quindi consolidate e verificate nei risultati nel corso del tempo. Il nostro ritardo può essere colmato in tempi brevi ripercorrendole e mettendole a confronto, ma per evitare di ripeterne gli errori iniziali e per trovare soluzioni originali, in armonia con l'ambiente e le nostre radici culturali.