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Progetto di un bosco sacro alle religioni

Origine e definizione del progetto

L'albero microcosmo di vita, Maria Revedin, Firenze: Fiorentinagas; Lions Clubs, 1990

L'idea di creare un parco in cui ogni pianta abbia una connotazione mitico-sacrale riconosciuta nelle diverse tradizioni religiose, nasce dalla proposta francescana Ara viridis caratterizzandosi in senso didattico e di educazione permanente.

La realizzazione del parco è collegata alla Legge 113/1992, meglio conosciuta col nome del suo primo firmatario Rutelli, che obbliga le amministrazioni comunali a piantare un albero per ogni neonata/o. Per dare un senso interculturale e interreligioso alla messa a dimora di queste nuove piante il Comune, oltre agli obblighi previsti dalla suddetta normativa, si fa promotore di una campagna di sensibilizzazione culturale, rivolgendola in particolare alle scuole e alle famiglie.

In riferimento alla sacralità della natura e dell'albero in particolare, il progetto integra i valori ecologici normalmente intesi con la valorizzazione e il rispetto di altre culture.

Linee progettuali

Creare un parco dove ogni visitatore riceve informazioni, anche simboliche, sul valore di universalità che riveste l'albero nella civiltà umana, rapportandolo a un percorso didattico caratterizzato da un'ottica interculturale e di educazione planetaria.

Gli alberi prescelti sono compatibili con il clima locale, per quelli provenienti da altri climi è prevista la realizzazione di una serra. Queste piante sono integrate dagli alberi proposti al momento della nascita di un bambino o bambina. Una cerimonia - una sorta di “battesimo verde ”- segnerà l'impegno della famiglia del neonato ad educarlo, con una sensibilità ecologica, al rispetto della sacralità dell'albero e della natura e a prendersi cura della pianta. Rituali semplici e suggestivi, tratti da varie culture religiose, per la messa a dimora di una nuova pianta contribuiranno a dare senso e nuova pregnanza alla tradizionale “festa dell'albero”. Un apposito studio, finalizzato a sviluppare anche agli aspetti iconico-simbolici e interreligiosi, definirà i diversi problemi spaziali e relativa fruibilità.

All'interno del parco un museo documenta, a livello multimediale, tutto il settore antropologico del sacro in relazione alla pianta e aiuta ad entrare in questa dimensione simbolica, dove l'aspetto scientifico è integrato in una visione umanistica.

Questo parco-museo è anche un centro culturale propositivo su questa nuova frontiera ecologica dei simbolismi interreligiosi dell'albero e della natura. Il museo e il parco oltre ad accogliere concerti, performance d'arte, interventi e laboratori di animazione teatrale, ecc., sono anche luoghi con spazi per il gioco e la ricreazione. Ogni spazio, chiuso o aperto, é accessibile a persone con disabilità.

Note generali

L'equipe di base composta da esperto/a in simbolismi interreligiosi, antropologo/a, architetto/a, paesaggista, ecc., si avvale di consulenze specializzate anche per la realizzazione di pubblicazioni divulgative di “antropologia del sacro ” rivolte a educatori e genitori.

Uno statuto sovranazionale dovrebbe ribadire la configurazione aperta a dimensioni interculturali e interreligiose di questo parco-museo collegato al territorio e alle sue istituzioni. Il cuore di questo statuto ruota su valori volti a favorire pace e giustizia coeducandoci, adulti e bambini, ad un nuovo senso di solidarietà con l'albero, simbolo della stessa natura.

Il progetto, del 1992, è stato in parte assunto e realizzato dal Comune di Arco (Trento) nel 1994


Autori vari, novembre 2001
Progetto di un bosco sacro alle religioni