Tempi e Spazi
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Cultura dell'accessibilità, uno sguardo di genere alla città e al territorio

Un contributo di esperienze per costruire e alimentare pensiero sulla Cultura dell'accessibilità

Questo contributo a più mani scaturisce dall'esigenza di far percepire con immediatezza le innumerevoli sfaccettature dell'accessibilità e la sua trasversalità che, necessariamente, chiama in causa tutti, sia chi governa la città e il territorio sia chi lo abita.

Pur nella loro specificità non rimangono tre articoli chiusi in sé, ma sono organici l'uno all'altro nel loro soffermarsi e mettere in luce tre aspetti nodali: l'importanza di conoscere e mettere al centro di un qualunque progetto - non solo di spazi - le persone reali e i loro contesti di vita (Di Cara); la necessità di un approccio integrato tra governo dei processi di welfare e quelli di governo dello spazio e delle strutture fisiche del territorio (Marinelli); la partecipazione dei cittadini e delle cittadine alla ricerca per la costruzione degli strumenti con cui si promuove e governa la qualità della città e del territorio (Macchi).

Consapevoli che scrivere su uno stesso tema, di per sé non garantisce né una comunicazione né un contributo accessibile noi ci proviamo, attingendo prima di tutto ai valori e alle motivazioni personali che muovono ognuna di noi nella scelta di voler contribuire a 'fare' e a 'rendere' la città accessibile. Attingendo, in questo, oltre che all'esperienza diretta anche alla nostra curiosità intellettuale e alla passione che ci spinge a cercare compagne e compagni di percorso, a partecipare o a costruire reti e spazi per esprimersi, comunicare, interagire con altre ed altri.

Non tutte e tre siamo femministe allo stesso modo, ma ci accomuna un approccio attento al genere, alle generazioni, alle straniere e agli stranieri, alle diversità dei corpi, ... che sono risorse preziose nel percorso verso una città che si prende cura di chiunque.

Occorre un cambiamento radicale dei valori di riferimento e, quindi, anche dei modi di progettare e di formare chi eserciterà quest'arte per ri-definire una diversa cultura ed etica del progetto incentrata sull'accessibilità. Ossia, in sostanza, sulla certezza dei diritti di donne e uomini di poter vivere pienamente la bellezza e le opportunità, offerte da ogni frammento della città, in ogni tempo e condizione della propria vita.

Disegno di Fanny Di Cara