Tempi e Spazi
Laboratorio
sugli SPAZI


sei in Tempi e Spazi  Spazi  Verso una nuova filosofia delle citttà > Un progetto per donne e bambini nella favela di Colinas D’Oeste, San Paolo

Un progetto per donne e bambini nella favela di Colinas D’Oeste, San Paolo

Idea e ricerca preliminare

Nell’ambito del corso di perfezionamento in “Habitat Tecnologia e Sviluppo” del Politecnico di Torino, che ho frequentato nel 2007, ho sviluppato un’idea di progetto riferito alle favelas brasiliane ed alla condizione delle donne, e mirato alla presentazione di interventi di riqualificazione urbana per la favela di Colinas d’Oeste nel comune di Osasco, nell’area metropolitana di San Paolo (Brasile). Questi tipi di interventi, promossi dalla Municipalità, sono basati sulla promozione delle capacità autogestionali della collettività di quartiere, sulla conservazione e riqualificazione dell’edilizia informale.

Il mio interesse verso gli studi di genere mi ha portato a focalizzare l’attenzione sulla condizione delle donne che nell’ambito del progetto di riqualificazione della favela, finanziato in parte dalla Comunità Europea, non erano minimamente menzionate. Si ripeteva ancora una volta, tragicamente, la storia di sempre: l’esclusione delle donne come soggetti attivi e partecipativi alle strategie di sviluppo e riqualificazione del loro luogo di vita.

I dati demografici della Secretaria de Habitaçao e Desenvolvimento Urbano della Prefettura di Osasco mettevano in evidenza che il 49,7% della popolazione di Colinas d’Oeste era femminile per un totale di 4326 donne, di cui 580 erano donne sole con bambini, con un reddito medio mensile di 292,58 R$, che corrispondo all’incirca a 150 euro, uno stipendio esiguo, indicativo di una condizione di povertà.

La mia incredulità verso la totale disattenzione da parte della Municipalità alla condizione femminile era accresciuta dal fatto che l’unico gruppo socialmente organizzato nella favela era un gruppo di donne, l’associazione femminile Frente das Mulheres. L’associazione femminile rappresenta un’importante realtà nella favela, stimola l’incontro tra le donne, favorisce i rapporti di reciprocità e di scambio, consolida le amicizie.

Gli abitanti della favela, trovandosi ai margini della società, hanno difficoltà ad integrarsi, a trovare sostegno in essa e nelle sue nuove forme di organizzazione come, ad esempio, i sindacati e la politica. In questo contesto le donne sono doppiamente discriminate a causa del loro sesso di appartenenza ed essendo parte di questo gruppo sociale. L’associazione costituisce l’unica forma per la popolazione femminile per esprimere le proprie necessità, sollevando questioni molto concrete e urgenti: si tratta di droga, alcolismo, dell’educazione dei figli, dell’aiuto agli anziani, dell’analfabetismo, dei rifiuti; essa è antagonista rispetto al potere politico municipale, tradizionalmente l’unico in grado di ricevere e redistribuire, con criteri propri le risorse dello stato. Le motivazioni che hanno spinto le donne ad associarsi sono molteplici, dice la presidentessa del Frente das Mulheres: “ognuna spera di risolvere i problemi che vive personalmente: la mancanza d’acqua; la difficoltà di trovare una occupazione spesso a causa dell’analfabetismo e della mancanza di professionalizzazione; il problema di assicurare l’insegnamento ai figli; la difficoltà del lavoro.” (5) C’è anche una dimensione emotiva nella necessità di associarsi, quella della ricerca di un confronto, di appartenere ad una identità, quella imitativa, al fatto di poter condividere una convinzione collettiva.

Sede dell'associazione Frente das Mulheres, Osasco.        Equipe Social del Comune di Osasco
Sede dell’associazione Frente das Mulheres, Osasco Equipe Social del Comune di Osasco