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Prato: la creatività dei giovani negli spazi della città

Un'esperienza che promuove e valorizza la progettualitą dei giovani artisti per contrastare, anche attraverso la caratterizzazione di una rotonda, la marginalizzazione della periferia urbana

Cronaca di una (dis)avventura urbana

Per me è stata un’esperienza illuminante scendere dall’autobus alla fermata sbagliata e muovermi in una zona marginale e periferica della città “pensata” solo per chi si muove in macchina: senza marciapiedi quindi o con marciapiedi, spesso dissestati e sporchi, che s’interrompono per chissà quale motivo lasciandoti per strada senza nessuna protezione dalle macchine.

Dall’autobus ho contato male le rotonde (tutte uguali e incolte) e sono scesa a quella sbagliata.

Ad ogni rotonda (priva di attraversamenti pedonali), ho rischiato di essere investita dalle macchine e dai camion che attraversano questo pezzo di Firenze caratterizzato da fabbriche, centri commerciali, magazzini di stoccaggio, uffici di vario genere, concessionari e assistenza auto, ecc. Guardandomi intorno ho scoperto di essere l’unica a camminare a piedi e ho percepito lo stesso “effetto deserto” dei quartieri dormitorio. Ho pensato a quanto deve essere inquietante e ancora più rischioso muoversi d’inverno, quando la luce della sera rende più breve il giorno.

Quanto ho camminato e quanti pericoli ho superato per andare, con il bus, a riprendere dal meccanico la mia auto che fra l’altro uso raramente. Scendere alla rotonda giusta, ossia quella più prossima alla mia mèta, avrebbe se non eliminato certamente ridotto fatica e rischi. Comunque sia ne sono uscita indenne e più consapevole dei limiti di una “città non pensata” anche per chi si muove a piedi o con i mezzi pubblici. Limiti che ritrovo spesso in quei pezzi di città dove gli spazi del lavoro sono stati trasformati in residenze e che nello scenario pur sempre urbano (!) di questa mia esperienza, ho potuto vedere e verificare direttamente in tutta la loro ampiezza e sfumature.

In periodi di crisi come quelli attuali il significato di questi limiti, che riflettono la mancanza di cultura dello spazio, può apparire un problema secondario, ma lavorare in contesti edilizi e urbani senza qualità e senza cura, concorre indubbiamente anche ad aumentare rischi e mortalità da lavoro, mettendo in evidenza un’altra colpevole mancanza, ossia la mancanza di cultura del lavoro, una cultura sempre più marginalizzata nella città anche se il lavoro è parte integrante del nostro vivere e del nostro abitare.

Queste pagine documentano un’esperienza partecipata che ha avuto come filo conduttore il concorso per la caratterizzazione artistica di una rotonda alla periferia di Prato. Un’esperienza che ha coinvolto giovani artiste e artisti che si è chiusa coerentemente con la realizzazione del progetto vincitore.