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Note al testo

  1. Un’iniziativa svolta nell’ambito del Programma CBRP (Community Based Revovery Projects) finanziato da UNHCR, United Nations High Commission for Refugees. Scuole, centri per donne e per giovani, vivai e pozzi vengono realizzati nelle comunità rurali con la partecipazione attiva delle comunità beneficiarie.
  2. Una minoranza etnica che appartiene alla tribù araba semi nomade dei Baggara, tristemente nota per la partecipazione di alcuni gruppi al suo interno alle atroci violenze perpetuate ormai da anni a danno delle tribù stanziali degli agricoltori africani in South Darfur ed in West Darfur allo scopo di appropriarsi di terreni fertili e dell’accesso all’acqua. Innumerevoli sono i villaggi e raccolti rasi al suolo, gli abitanti uccisi o costretti a fuggire, le famiglie smembrate, le donne rimaste vittime di stupri e sequestri in questa guerra che non accenna a finire.
  3. Tappetini di paglia intrecciata.

Fonte delle illustrazioni: le immagini sono state fornite dall’autrice che ha curato, in collaborazione con l’architetta Tommasina Gengaro, le schede: “Le tessitrici del riparo. Incontro con le donne Masai”, "Architettura al femminile", "I Musei delle Donne in Europa".

Rosaia Ruberto, si diploma come interprete e traduttrice all’Università di Trieste, si laurea in Sociologia presso l’Università di Duesseldorf in Germania dove partecipa ad un progetto di ricerca biennale sulla comunicazione pubblica. La sua tesi viene pubblicata nel 1997. Dal 2000 si occupa di storia delle donne e gender studies. Fonda, con l’arch. Tommasina Gengaro, l’associazione "Kalè" - culture di donne. A partire dal 2001, svolge diverse attività di ricerca e promozione della cultura delle donne in Europa: organizza in collaborazione con il Comune di Avellino e Napoli mostre di arte e fotografia al femminile e idea e realizza percorsi di storia delle donne nella città Nel 2001 diventa membro attivo dell’associazione "Calmana - Museo delle Donne del Mediterraneo", fondata dalla Prof.ssa Genoveffa Palumbo. Collabora con docenti di Storia delle Donne dell’Orientale di Napoli e dell’Università degli Studi Roma3 nell’ambito di progetti di ricerca di storia delle donne. Realizza con l’arch. T. Gengaro la ricerca "Musei delle donne in Europa" e idea e coordina il gruppo di ricerca "Percorsi Femminili nel Museo Archeologico di Napoli, nell’ambito del Corso di Museologia di Genere promosso dall’Istituto Italiano degli Studi Filosofici e patrocinato dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Realizza in collaborazione con il Comune di Napoli e l’Università degli Studi di Napoli Federico II la guida al femminile della città di Napoli "Partenopea e parte donna". Partecipa come relatrice al corso "Genere e Generazioni" ed al corso "Incontri e Confronti". Progettazione Architettonica per il Sud del Mondo" presso la Facoltà di Architettura di Napoli. Dal 2003 si occupa di "Donne e Sviluppo" e "Gender and Empowerment". Svolge attività di ricerca sulle associazioni femminili (women's groups) e coordina microprogetti di sviluppo con le donne delle comunità rurali in Kenya. Si perfeziona in "Progettazione per la Cooperazione allo Sviluppo" a Bruxelles e dal 2007 lavora a tempo pieno come coordinatrice di progetti di emergenza e sviluppo in Sudan, Somalia e Kenya, dove è membro attivo dei gruppi di lavoro sul Gender Based Violence delle Nazioni Unite. Attualmente vive tra l’Italia e il Kenya.