Tempi e Spazi
Laboratorio
sugli SPAZI


sei in Tempi e Spazi  Spazi  Venezia: le donne non chiedono la luna > vive. un presente indicativo

vive. un presente indicativo

Intervento video nello spazio pubblico di Venezia

Solo nel momento in cui ho lasciato Venezia, dopo averci vissuto diversi anni, ho realizzato che dovevo compiere un'azione che confermasse il mio rapporto con questa città. E solo allontanando, e quindi togliendo, da lei tutta me stessa ho potuto decidere di rivolgere la mia attenzione proprio al vuoto che la sta caratterizzando sempre più. Perché un'osservazione personale ma obiettiva sul costante abbandono, quasi obbligato, degli abitanti di questa città possa sfruttare l'arte come ottimo mezzo di discussione.

vive. un presente indicativo è un intervento artistico che ha luogo nello spazio pubblico e che ha l'ambizione di comunicare un processo di trasformazione della città proprio agli stessi cittadini in prima persona. E' un auspicio affinché la città di Venezia continui a vivere nella sua identità, identità che stando alla realtà dei fatti, al suo presente, ci offre un'ipotesi su quello che sarà il suo diverso futuro.

L'arte infatti ha la possibilità di sfuggire la triste realtà delle cose creando nuove possibilità di visione del mondo e intendo quindi con essa sollevare la questione degli spazi inutilizzati e del disagio abitativo di Venezia. Città testimone di un esodo indotto verso la terraferma che la priverà dei suoi cittadini a causa dei costi proibitivi delle abitazioni. Diversi sono i fattori che stanno insistentemente contribuendo a tale spopolamento, fra questi un mercato immobiliare indirizzato soprattutto al mercato turistico e non a costruzioni abitative, ma anche la presenza di numerosi spazi inutilizzati all'interno della città spinge all’esodo. Questi spazi solitamente sono vuoti perché le particolari condizioni della città come l'acqua, l'umidità e la salsedine li riducono in pessime condizioni e i restauri sono incredibilmente onerosi; oppure sono di proprietà di stranieri che ne usufruiscono per brevi periodi all'anno come fossero cittadini-fantasma o sono oggetto di speculazioni edilizie per poterne trarre grandi profitti quando Venezia sarà a tutti gli effetti una mera città di attrazione.

Partendo dalla mia esperienza personale di abitante temporanea di Venezia presto la mia attenzione a uno di questi spazi vuoti e lo prendo a emblema dell'intera realtà. Spento e privo di vita al suo interno con la videoproiezione dò origine ad una doppia “illusione”: quella visiva, ovvero la distorsione ottica data dalla sovrapposizione dell'immagine all'edificio e quella più concettuale: che Venezia si ripopoli.