Il museo delle donne si trova in un affascinante quartiere liberty nel centro di Wiesbaden, una lunga passeggiata, definita da un susseguirsi di giardini delimitati da recinzioni in ferro battuto con fantasiose decorazioni floreali e linee avvolgenti oltre le quali si ergono maestose facciate che ci riportano ad una rivisitata classicità. In una strada secondaria, una bacheca indica la sede del museo delle donne al quale si accede varcando un androne che immette in un luminoso cortile. Sulla destra una piccola scala ci conduce all’ingresso del museo, oltre il quale si apre un unico ambiente, molto essenziale, diviso funzionalmente da alcuni elementi di arredo: il bancone della reception, i tavolini per il caffè, che delimitano l’ampio spazio espositivo. L’edificio è un ex-deposito del XIX sec. costituito da 800 mq. di sale espositive disposte su tre livelli. E’ sede del museo solo dal 1991, quando il Comune di Wiesbaden lo concede alla storica associazione di donne. L’avventura inizia alcuni anni prima, nel 1984, con la mostra temporanea “La Storia delle Donne a Wiesbaden dal 1815 a oggi”19, organizzata in una sala di 200 mq. al primo piano di un palazzo. “Il team delle fondatrici (inizialmente erano sette: una sociologa, due insegnanti, una giurista, una designer, una regista, un’etnologa) proviene dall’attivismo nel movimento delle donne e voleva “cambiare il mondo”, realizzare un’utopia: offrire un luogo stabile dove le donne potessero conoscere la propria storia e costruire una identità forte.”20 Il museo si intende soprattutto come un centro di ricerca nei settori della storia, dell’etnologia, dell’antropologia, dell’archeologia e delle scienze sociali. I risultati delle ricerche spesso definiscono i temi delle mostre temporanee allestite nel museo secondo un approccio interdisciplinare: la violenza domestica e la maternità, le donne e la mitologia, le donne e la natura, le donne ed il rapporto con il proprio corpo, l’arte e l’artigianato al femminile, il movimento delle donne nel XIX secolo, la vita quotidiana delle donne, ecc. Una particolare attenzione viene attribuita agli studi sul matriarcato e le culture gilaniche, temi cari al femminismo spirituale: è diventata famosa la mostra, organizzata nel 1993, “Il Linguaggio della Dea”, dedicata al lavoro dell’archeologa Maria Gimbutas.21 Le altre attività del museo sono seminari, proiezioni, escursioni e itinerari al femminile nella città. Nel Novembre 2004 il Frauenmuseum ha celebrato i suoi primi 20 anni di attività organizzando una mostra dal nome “il mio pezzo di museo delle donne”. Le direttrici Beatrix Klein, Kim Engels e Eva Schuster hanno invitato artiste e visitatori ad inviare un’opera (foto, scritti, opere d’arte ecc.) che esprimesse quello che il museo aveva significato per loro. Oggi il museo è riconosciuto dall’Ente Regionale Musei ed ha ricevuto numerosi premi per le sue iniziative culturali.