Il museo delle donne a Hittisau - un paese di milleottocento abitanti situato tra le montagne del bosco di Bregenz - è stato fondato e aperto dall’amministrazione locale nel 2000. “Da anni c'era il desiderio di realizzare un museo di storia locale, accanto agli altri due musei comunali, quello di attività alpine e di biografie di uomini del XIX secolo. Inizialmente si intendeva acquistare un’antica fattoria, quale sede museale, ma nel 1997, la necessità di costruire una nuova sede per i Vigili del Fuoco, mosse l’amministrazione comunale a realizzare un unico edificio che accorpasse le due funzioni: sede dei Vigili del Fuoco e di un Centro di Cultura Locale.”14 Nello stesso anno la museologa Elisabeth Stöckler fu chiamata come consulente museale: “riflettendo sui contenuti di un museo di storia locale, ho pensato che l'unica cosa sensata fosse realizzare un Museo delle Donne” – così la Stöckler – “ e l’'idea fu accolta bene, soprattutto in vista del suo valore innovativo”.15
La progettazione fu affidata a due giovani architetti, Andreas Cuckrowicz e Anton Nachbaur-Sturm. Il Centro Culturale e Museo delle Donne si presenta come una struttura quadrangolare in legno e vetro, che fluttua, ruotata di 90°, sul piano inferiore. I due settori sono separati anche concettualmente per la scelta dei materiali: la sede dei Vigili del Fuoco è realizzata in cemento, acciaio cromato e vetro; per la sede culturale, i rivestimenti interni, le pareti, i soffitti ed i pavimenti, è stato utilizzato legno locale (pino bianco) non trattato. La scelta del materiale e le tecniche costruttive intendono ricordare le tradizionali abitazioni locali, re-interpretate: l’edificio ripropone infatti le tecniche di carpenteria tipiche del luogo ed in particolare la soluzione del rivestimento delle facciate con legno non trattato appunto, disposto in modo da consentire il dilavamento dell’acqua.
Una rampa generosa, che parte dalla quota stradale, dal prato antistante, porta al foyer comune da cui è possibile accedere alla sala conferenze (in uso comune con altre associazioni culturali), agli uffici, all’archivio, ai servizi ed alla sala espositiva di 250 mq. disposta al piano superiore. Essa è completamente aperta verso il centro del paese grazie ad una facciata in vetro, sul lato opposto un’ampia vetrata ad angolo permette di immergersi nel verde del bosco. Anche per l’altezza della sala la scelta è stata quella di ispirarsi ai tradizionali salotti dai soffitti bassi del bosco di Bregenz.16 In un’area della sala espositiva sono collocate la biblioteca e la fonoteca, un locale separato è destinato a laboratorio. Costruire un’esposizione permanente non è tra gli obiettivi principali del museo in quanto gli spazi e le risorse a disposizione sono limitati; il museo dispone soltanto di un piccolo deposito, nel quale spicca la famosa Cucina di Francoforte, primo progetto di cucina funzionale attenta alle esigenze delle donne, realizzata dall’architetta Margarete Schütte-Lihotzky16 nel 1927. Il progetto in corso è quello di realizzare una collezione virtuale di ampio respiro e di collegarsi alla rete dei musei delle donne nel mondo. Attualmente il museo cura soprattutto il contatto con il territorio, realizzando periodicamente mostre temporanee di storia, arte e cultura delle donne nel mondo, naturalmente con una particolare attenzione alla cultura locale. “Ci sta molto a cuore, inoltre, la partecipazione attiva della popolazione locale” sottolinea la direttrice “per questo organizziamo laboratori creativi e mostre amatoriali coinvolgendo mamme e bambini, incoraggiamo le donne a lavorare come guide volontarie, a raccogliere storie e oggetti per il museo, in altre parole a far crescere il museo”.18 Il museo d’estate diventa sede di una Accademia Estiva di Storia delle Donne.