E’ stato il dibattito femminista sviluppatosi a partire dagli anni 60 in Europa che ha evidenziato la natura sessuata, e quindi parziale, della cultura e dell’istituzione museo, il cui valore neutrale e universale non era mai stato messo in discussione fino a quel momento. Il pensiero della differenza sessuale sottolinea che l’esito di un discorso culturale il cui unico protagonista è un essere sessuato maschile - che si dichiara rappresentante l’umanità – è stato la definizione in negativo della donna come complementare, e di conseguenza la sua negazione come soggetto creativo autonomo. Le donne, in quest’ottica, non potevano essere artiste, scrittrici o scienziate, ma al massimo muse ispiratrici, collaboratrici dilettanti, compagne di artisti, o “anonimi”.5 A partire da questa presa di coscienza, le donne iniziano a riappropriarsi degli oggetti, dei saperi e degli spazi secondo una prospettiva nuova. In particolare il decostruttivismo femminista svolge un lavoro sistematico di smantellamento di quei canoni che tradizionalmente hanno escluso le donne, o la maggior parte di loro, da ogni ambito della produzione culturale.6 Il dibattito femminista si articola, a sua volta, all’interno di una più ampia rivoluzione culturale, che mette in discussione il concetto tradizionale di storia e di cultura. Si assiste ad un ribaltamento della prospettiva che porta alla rivalutazione della cultura materiale, della micro-storia, della storia quotidiana, ad un rinnovato interesse verso realtà marginali, altre. Si diffonde quella che viene definita la nuova storia o storia globale che si contrappone alla storia ufficiale, dei grandi eventi7 e si creano i presupposti per l’istituzionalizzazione dei women’s studies. Anche nel sistema politico si verificano cambiamenti di posizione che preparano il terreno ad una maggiore democratizzazione e all’affermazione delle pari opportunità. Questi alcuni elementi che rendono possibile una lenta, quanto irreversibile, ridefinizione del concetto di bene culturale, di museo e del rapporto tra museo e città. Si prepara il terreno per la nascita dei musei di cultura materiale, dei musei specialistici e sperimentali, dei musei delle donne in Europa, che avviene negli anni ottanta in Germania