Tempi e Spazi
Laboratorio
sugli SPAZI


sei in Tempi e Spazi  Spazi  Macho Free Zone

Macho Free Zone

Un progetto e una campagna di comunicazione
insieme ai quartieri di Bologna
per un altro “genere” di sicurezza

E Macho Free Zone ebbe inizio

Dopo lo stupro di una ragazzina nel parco di Villa Spada e di una donna in via di Corticella, ben lontane ancora dal tam tam che successivamente coinvolsero Bologna per gli episodi di violenza sulle donne (in via Stalingrado e in zona Cirenaica) e ai danni di alcuni esponenti della comunità Gay Lesbica e Trans bolognese, le donne del laboratorio Sexyshock stavano ricominciando a porsi delle domande e a darsi da fare.

Già nel 2002 era nato il progetto Macho Free Zone (MFZ zone libere dal machismo), mettendo in scena durante la giornata dell’8 marzo, un “salottino” in piazza in cui le donne erano invitate a sedersi e a segnare su di una mappa della città le zone in cui si sentivano più sicure o più insicure. A idearlo il laboratorio di comunicazione Sexyshock, attivo a Bologna e in Italia da ormai cinque anni.

Logo del sito sexyshock Sexyshock (link esterno) è un progetto di donne che vogliono ripensare alla politica, partendo dal corpo, dal desiderio, dalla creatività al femminile. Sexyshock si occupa di violenza, ma anche di biotecnologie, di precariato, di sexwork, di sessualità tentando di progettare strumenti, immaginari, e reti di attivismo “altamente contaminanti” e in grado di offrire nuove chiavi interpretative alle grandi questioni del presente.