La percezione della città riferita ai diversi tempi della vita, ha aperto diverse finestre sulla relazione fra spazi e i diversi tempi che scandiscono l’esistenza di donne e uomini.
Condivisa la consapevolezza che più si riuscirà, anche attraverso gli spazi, a rendere positivo l’approccio alla vita (a partire da tutto ciò che concorre a nascere dolcemente), più positiva e creativa sarà la relazione con se stesse/stessi, con le altre e gli altri e con il mondo che dobbiamo continuare a creare per migliorarlo e non per distruggerlo. Le sensibilità, gli sguardi, le diverse esperienze, culture e provenienze delle donne partecipanti, hanno arricchito la lettura della realtà pratese, che è stata attraversata anche con altri approcci, conoscenze, immaginari personali e collettivi sugli spazi e sui modi di abitarli.
Le soluzioni, i suggerimenti, le idee, i progetti che sono scaturiti da questo breve percorso, non hanno trascurato aspetti ed eventi della vita spesso chiusi in modelli che non rispecchiano più né i corpi né la complessità del tempo presente. I progetti che seguono, legati alla cura e al benessere del corpo, toccano aspetti che nella vita delle donne costituiscono le tappe di un processo di trasformazione che s’intreccia e interagisce con altri corpi di cui generalmente sono le donne a prendersi cura, mettendo in campo strategie e conoscenze che devono essere integrate in ogni scelta e progetto di trasformazione della città. Questi progetti riflettono queste conoscenze e strategie, e si offrono alla città come occasione per sperimentare e verificare altri e diversi paradigmi su cui ri-pensare il nostro abitare la città e il territorio.
Quali sono i tempi che si sceglie di privilegiare per la trasformazione e lo sviluppo di Prato?
Comune a tutta questa esperienza e a questi progetti, che in parte la riassumono, è l’esigenza di avere, come direttrici di riferimento certe per lo sviluppo della qualità territoriale e urbana, anche politiche (e non solo quelle che attengono ai tempi), che privilegiano prima di tutto i tempi dei corpi nelle diverse fasi dell’esistenza. Questi progetti sono stati pensati in spazi e luoghi di Prato che possono accogliere pienamente ‘servizi e spazi che ancora non ci sono’, come Officina Giovani, l’ex Casa di Riposo in Via Roma o altri edifici di proprietà comunale, porzione di spazi e strutture da riutilizzare dopo il trasferimento dell’Ospedale. La loro trasformazione, attraverso l’uso di materiali e tecnologie rispettose e in armonia con l’ambiente, garantisce la piena accessibilità degli spazi e delle funzioni che essi racchiudono.