La scelta di avviare un percorso di donne che a partire da sé riflettono sui loro spazi di vita per trasformarli positivamente, attivandosi anche per orientare le scelte di trasformazione che Prato si appresta a fare sulla qualità complessiva della città, ha dato sicuramente buoni frutti. La partecipazione ai laboratori, aperti alle donne che vogliono vivere in spazi di qualità e che vogliono cambiare in questo senso la città, pur essendosi stabilizzata su un piccolo gruppo di donne che ha partecipato costantemente agli otto laboratori, ha toccato molteplici aspetti entrando nel merito delle diverse “questioni” che pesano sulla vita quotidiana di donne e uomini, grandi e piccoli, intrecciandole sia alla grande che alla piccola scala edilizia e urbana. La complessità della qualità territoriale e urbana è stata infatti sempre presente o richiamata.
I laboratori, che hanno caratterizzato dal punto di vista metodologico tutta questa esperienza, sono stati centrati sulla cultura dei tempi e degli spazi di vita e sono stati prima di tutto dei percorsi di cittadinanza che in modo creativo hanno sviluppato un lavoro molto pragmatico arricchito dalle voci, dagli sguardi, dalle esperienze, dalle diverse provenienze e culture, dai linguaggi espressivi e creativi, ma anche dai sogni e dai desideri delle donne giovani e meno giovani che li hanno animati.
Nei primi 4 laboratori, guidati di volta in volta da esperte (1), è stato sviluppato un lavoro di analisi sulle donne e la città. Un lavoro non esclusivamente ricondotto alla realtà pratese, ma finalizzato in particolare a ri-costruire una base culturale comune alle tematiche spazio-temporali e più in generale al vivere nella sua complessità la città e il suo territorio.
Nei 4 laboratori conclusivi è stato dato tempo e spazio a tutta quella conoscenza che le donne hanno dei corpi di cui si prendono cura e a quel sapere che deriva dall’esperienza quotidiana degli spazi di vita. La dinamica che si è innescata fra le partecipanti merita di essere sottolineata. Nessuna esigenza, anche la più personale, è stata marginalizzata. Viceversa ha costituito la base per confrontarsi e dialogare con la complessità della realtà comunale. Le esigenze, i desideri, le progettualità individuali, hanno innescato un processo creativo a catena, arrivando ad un punto di sintesi condiviso dal gruppo, una sintesi che rispecchia anche la relazione fra piccola e grande scala edilizia e urbana. Si può ben affermare che la progettualità individuale e quella di gruppo si sono alimentate ed arricchite a vicenda e anche questa è una verifica importante della positività di questo percorso partecipato che sicuramente e comunque lascerà una testimonianza concreta di sé a Prato. Ma è anche un’ulteriore opportunità di verifica dell’efficacia di un metodo operativo caratterizzato da un approccio intersettoriale che dovrebbe essere adottato e incentivato dall’Amministrazione Comunale. Un approccio attento alle diversità dei corpi, ai generi, alle generazioni e alle altre culture, per contribuire a sviluppare progetti di qualità, vale a dire ‘tempi, spazi, servizi’ capaci di esprimere e valorizzare le diverse soggettività.
Di questi ultimi 4 laboratori, dedicati in particolare all’analisi e all’individuazione di spazi e servizi pubblici “che non ci sono” (ancora) nella realtà pratese, alcuni si sono svolti nelle frazioni dove la partecipazione delle donne è stata piuttosto ridotta, mettendo in evidenza la necessità di una informazione più capillare e ad hoc.
Da tutto questo percorso comunque è scaturita l’esigenza di avviare un ‘laboratorio permanente delle donne sulla città’. Una esigenza questa che mette in luce un desiderio, ma soprattutto la consapevolezza di essere portatrici di tutto quel sapere che deriva dal lavoro di cura, dall’esperienza quotidiana della città e del ruolo che le donne possono avere nella sua trasformazione.
Il progetto di “città desiderata” scaturito è chiaramente incompleto, ma sufficiente per articolare una traccia per una “Carta della qualità dei tempi e degli spazi di vita” (Testo in formato PDF, 200k) delle cittadine e cittadini del Comune di Prato, una sintesi che articola le proposte e le idee scaturite su alcuni nodi critici. Un gruppo di lavoro composto da alcune donne partecipanti e dalla coordinatrice, ha cercato di dare espressione, attraverso diversi linguaggi creativi, alla progettualità che questo percorso partecipato ha suscitato e messo in luce. Questo lavoro di sintesi, verificato e ridiscusso con tutte le partecipanti, è stato presentato all’Amministrazione Comunale e alla città come contributo delle donne pratesi allo sviluppo più prossimo di Prato. Una Prato che vogliamo ricca di spazi dove poter esprimere anche le dimensioni dell’anima e della memoria e un’idea di città accogliente e corale, dove donne e uomini di ogni età, condizione psico-fisica e di diverse culture, possano vivere insieme ed esprimersi pienamente.