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Dal carcere alla città

Una singolare esperienza di autoprogettazione

Il contesto dell’intervento

Capolettera Una singolare esperienza di autoprogettazione è in atto a Viareggio per il recupero di un’area verde, fino a poco tempo fa abbandonata al degrado, nel quartiere forse più popolare di Viareggio, quello del Varignano. Qui sono numerose le costruzioni di edilizia economica e popolare, disperse in un tessuto urbanistico frantumato, come è normale in tutte le nostre aree di urbanizzazione diffusa.

Si tratta di un’area di circa mezzo ettaro, a forma grossomodo rettangolare, in parte fiancheggiata, al di là di una siepe di alloro, da condomini popolari; in parte delimitata, dietro un alto margine di canne, di rovi, di macchie di vite americana, dalla ferrovia Viareggio-Lucca: linea a binario unico, dove i treni passano sferragliando sui binari con rumori d’altri tempi: in fondo un’emozione quasi gradita, quasi un balzo all’indietro nel tempo. L’area è una pinetina, con molti pini ombrosi, del genere pinus pinea, disposti a fiancheggiare, nella parte centrale, un percorso diagonale, appena abbozzato; nelle altre parti coprono un prato oggi erboso. Una piccola parte dell’area è piantumata a quercioli. Un campetto di calcio recintato si estende in adiacenza alla zona pinetata.

Luogo di discarica di rifiuti e di frequentazioni legate ai problemi della tossicodipendenza, la pinetina viene data in uso dalla Circoscrizione alla Associazione “Araba Fenice” onlus.