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Il trattamento avanzato in carcere

 Incisione effettuata da una ragazza detenuta nella casa circondariale di Empoli

L'immagine della donna come criminale e come detenuta risulta difficile da registrare: in parte perché quello della devianza femminile è un mondo abbastanza sconosciuto, e in parte perché quest'idea è dissonante rispetto a tutto ciò che siamo abituati a pensare sul 'femminile'.

Quindi, la realtà delle donne 'dietro le sbarre' e le loro storie, diventano un panorama nuovo da esplorare e capire: i numeri della criminalità e quelli della detenzione differiscono sensibilmente fra uomini e donne, sia per tipologia dei delitti che per modalità di somministrazione ed espiazione della pena. Questo è un dato che avvicina la statistica al senso comune, infatti si può leggere sul sito http://www.giustizia.it :

'Com'è facile intuire, il numero di donne ristrette in carcere costituisce una minor percentuale dell'intera popolazione detenuta, attestandosi su valori pari a circa il 4%, specie se raffrontato con la popolazione maschile; del pari, i reati commessi generalmente si connotano per il minor tasso di pericolosità sociale' .

Dando uno sguardo alle statistiche criminali comparate fra uomini e donne, ci rendiamo conto di trovarci di fronte a uno di quei casi in cui si può sostenere che i 'numeri parlano': i dati dell'Osservatorio Nazionale sull'Esecuzione Penale e le Condizioni di Detenzione dicono che la percentuale delle donne sulla popolazione totale detenuta al 31 maggio 2001 era inferiore al 5%. Il totale delle donne entrate in carcere nel 2000 era di 6519 unità, per altro numero stabile rispetto a tutto il decennio precedente salvo le quasi 8000 unità del 1992.

Osservando le statistiche si può inoltre dedurre che ad oggi la maggior parte della popolazione detenuta fa parte di 'frange marginali' della società, con bassi livelli di scolarizzazione, basso status socio-economico e una vita relazionale povera, sulla quale vanno ancor più ad incidere gli effetti dell'istituzionalizzazione. La detenzione, fra i suoi effetti, ha quello di allentare i legami che formano la rete sociale, e tale mancanza di sostegno può pregiudicare in seguito i progetti di reinserimento sociale o lavorativo. La creazione di reti di sostegno diventa quindi elemento fondamentale ed in un certo senso predittivo di un buon reinserimento nel tessuto sociale.

In alto: incisione realizzata da una ragazza detenuta nella casa circondariale di Empoli (archivio Papucci).