Le sezioni femminili degli istituti di Arezzo, Siena, Grosseto, sono state chiuse e quelle di Prato e Pistoia utilizzate come sezioni maschili per collaboratori di giustizia.
Nel 2005 sono intervenuti dei cambiamenti nell'Istituto di Sollicciano ed in quello di Empoli. Nel primo l'orario di accesso all'aria verde e dell'apertura delle celle si protrae dalle ore 8.00 alle ore 20.00 per attenuare i disagi del sovraffollamento e permettere, quindi, una vita detentiva meno disagiata; nel secondo, invece, al fine di provvedere ad incrementare l'anomala carenza di detenute, sono state modificare le modalità di accesso, per cui il trasferimento presso l'istituto non è più una scelta volontaria delle detenute, ma esse vi vengono trasferite, previa individuazione degli operatori, dall'istituto di Sollicciano.
Inoltre, nel mese di marzo 2005 è stato riaperto l'Istituto di Pontremoli, una piccola struttura situata nel centro abitato di Pontremoli, destinata ad accogliere un'utenza femminile ed in cui al 20 luglio 2005 si registrano 8 presenze.
Per concludere è da notare che nel suo complesso l'attività trattamentale volta al recupero del detenuto, nelle forme previste dalla Legge 354/1975 e dalla Legge Gozzini n.663/1986, ancor più se riferita alla carcerazione femminile risulta essere di difficile applicazione. I programmi di trattamento prevedono innanzitutto il lavoro, indicato come diritto-dovere del detenuto, e poi la partecipazione a corsi di formazione e di istruzione. Tuttavia, a causa delle scarse risorse ed alla mancata applicazione della normativa in materia, l'accesso al lavoro è limitato e si circoscrive solitamente alla manutenzione che si svolge all'interno delle sezioni. A ciò si aggiunga che la detenzione femminile, caratterizzata da un importante presenza di tossicodipendenti, di straniere, e, spesso, da un alto turn-over legato alla tipologia dei reati commessi, per la stragrande maggioranza dei casi legati alla violazione della legge sulla droga, ai reati contro il patrimonio ed alla prostituzione, rendono ulteriormente difficoltosa la programmazione di attività di trattamento a medio-lunga durata.
La detenzione femminile in Toscana