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Il Quartiere 4

La storia

Dall'analisi storica emerge che l'Isolotto, con il suo intreccio di vissuti, storie, esperienze, è una forte memoria delle generazioni che hanno costruito questo quartiere dal nulla negli anni '50, come è stato definito dalle persone intervistate "il quartiere dei cavoli"o la "terra bruciata". La combattività storica della moltitudine che è arrivata a vivere in questo quartiere, e il loro lavoro comune lo ha portato ad essere un quartiere moderno oggi denominato "una città nella città". Però le lotte passate, che hanno costruito una ricchezza umana e di coesione sociale, sembra che abbiano lasciato oggi un terreno passivo e con poche iniziative se non quelle di costruirsi il proprio spazio personale di benessere. Nel tempo tutto ciò ha portato ad una diminuzione della comunicazione sociale e ad un generale incremento della solitudine.

Citazioni dalle interviste:

"non è il problema del tenore di vita individuale che è alzato, a livello urbanistico tutto è migliorato come sono migliorate le abitazioni, ma c'è stata una decrescenza rispetto alla qualità della vita sul territorio. E' stato rivalutato solo in quanto area abitativa perché vicino al centro e alle autostrade, sono migliorati i servizi, ma soprattutto relativamente ai grandi centri commerciali, mentre tanti piccoli negozi e attività hanno chiuso. Bisognerebbe riuscire a trovare un equilibrio per far tornare la gente a vivere il territorio".

"Prima facevamo tutto assieme, i pranzi in piazza e ci si conosceva tutti, si apprezzava anche pane e olio tutti assieme. Ora il benessere ha portato chiusura e menefreghismo nei confronti dello star insieme".

Le trasformazioni

Con l'elevata urbanizzazione sembra che dopo aver costruito uno spazio insieme non sia rimasta altra motivazione per chi arriva successivamente ad abitare il territorio di creare punti di incontro. Il cambiamento storico e lo sviluppo urbanistico è stato inversamente proporzionale rispetto ai motivi di coesione e aggregazione iniziale. Quindi quello che emerge prevalentemente dalle interviste, non riguarda la mancanza sul territorio di servizi e attività socio-culturali proposte dal quartiere e all'interno di strutture formali e informali, ma la mancanza avvertita ed individuata in un vuoto sociale esterno alle strutture. La scarsità di spazi di socializzazione e di aggregazione sinergici nelle strade e nelle piazze fanno descrivere il territorio da chi lo vive come un quartiere dormitorio.

Citazioni dalle interviste

La maggior parte delle persone intervistate racconta che i rapporti con i vicini sono solo prevalentemente di "educazione di vicinato", "rapporti solo se mi manca il sale", "con alcuni nelle case per amicizia".

"Quando usciamo non frequentiamo posti del quartiere ci sono pochi negozi, ma io vado in macchina fuori, in questa zona dell'Isolotto non c'è niente perchè con la nascita dei centri commerciali la zona è rimasta vuota e ha solo case".

La scomparsa di piccoli negozi ed attività artigianali e lo sviluppo di grandi centri commerciali crea problemi soprattutto nelle persone anziane con difficoltà fisiche e di mobilità.

La documentazione del Laboratorio degli abitanti ha dato modo di conoscere che le categorie più svantaggiate, in questo momento e in particolare in questa zona, sono oltre agli anziani gli adolescenti. Dalle interviste dirette con le persone del quartiere viene fuori che gli spazi di aggregazione costruttiva, di socializzazione e di divertimento per i giovani sono scarsi.

"Per i bambini piccoli c'è tutto, dai giardini ai servizi educativi, ma se per giovani intendi gli adolescenti allora non c'è niente se non il Warner Village"(1).

"Il problema è che ogni fascia di età è separata, ora che le due mie figlie sono adolescenti sento che a loro mancano spazi di aggregazione, qui ognuno ha la sua compagnia e litigano tra compagnie e abitanti dei palazzi. L'alternativa sono i giardini o i circolini".

"In questa zona per i giovani non c'è niente, la sera i ragazzi si ritrovano al circolino e generalmente sono brutte bande. Il problema è che dopo le 19:30 il quartiere è black-out".

Il Quartiere 4 è una periferia che si è avviata coscientemente a cercare di sovvertire la condizione di perifericità. Ciò nonostante la storia di questo quartiere degli ultimi 50 anni, ci racconta che non bastano le costruzioni e lo sviluppo economico di una collettività per farla essere tale.

La perdita di memoria storica, devitalizzata, ha portato gli abitanti a disperdersi e a dimenticare. L'importanza della rivendicazione di questa, se conosciuta può essere di stimolo e di esempio ancora una volta. Soprattutto da parte dei giovani può essere una spinta propulsiva per il futuro e perché siano attivi e partecipi nella costruzione del proprio spazio vitale.

(1) Il Warner Village è un centro commerciale dell'Isolotto.