Dall'impatto di un centro culturale gestito da ragazze e ragazzi si sviluppa una progettualità di condivisione del territorio che coinvolge abitanti di diverse età
Progetto di Chiara Pizzarelli, Giuditta Picchi, Margherita Primi, Natalia Bavar, in collaborazione con CEPISS cooperativa sociale Consiglio di Quartiere 4.
Un momento d'incontro negli spazi dell'Elettro+, il nuovo centro culturale gestito da un gruppo di ragazze e ragazzi che ha preso il posto della vecchia fabbrica "elettro plastica".
"Le donne la sera stanno per la strada a veglia, si portano le seggiole nella corte e stanno lì a chiacchierare. Prima si tenevano tutte le porte aperte, ora bisogna chiudersi dentro e con la televisione non esce nessuno".
"Il problema è che ogni fascia di età è separata perciò ora che le mie figlie sono adolescenti, sento che a loro mancano spazi di aggregazione..."
"Prima di tutto metterei fuori un cartello grande con scritto "Benvenuti" e poi una lista delle attività che si svolgono all'interno dell'E+, perché è un modo per stimolare noi vicini ad andare".
"Io credo che sia la medicina migliore per trovare dei risultati è che bisogna parlarsi e se c'è un problema bisogna dirselo perché credo sia meglio litigare perché i litigi e le discussioni devono risolvere i problemi. Se non si discute e non si parla dei problemi rimangono tali."
dell'Associazione L.A.M.I'
Dicembre 2005