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sei in Tempi e Spazi  Segnalazioni bibliografiche  Culture  2006  Vita liquida

Vita liquida

Copertina del libro Vita liquida

Descrizione bibliografica

Bauman Zygmunt, Vita liquida, Laterza, 2006

Abstract

La vita liquida è una vita precaria vissuta in condizioni di continua incertezza. Le preoccupazioni maggiori che l’affliggono nascono dal timore di esser colti alla sprovvista, di non riuscire a tenere il passo di avvenimenti che si muovono velocemente, di rimanere indietro. Zygmunt Bauman prosegue in questo nuovo saggio la sua riflessione sociologica sulla società “liquido-moderna” in cui viviamo e, dopo le analisi di Modernità liquida e Amore liquido, propone qui una serie di intuizioni su vari aspetti della vita nella società flessibile contemporanea.
Si parte da un tema caro al sociologo polacco, l’identità individuale, sempre più assediata dalle “povertà globali” che ostacolano la realizzazione dell’autonomia e della libera scelta dei singoli individui. Secondo Bauman l’attuale “emancipazione verso l’individualità” riguarda solo una enclave privilegiata del pianeta; le masse, che difficilmente salteranno sul carro dell’individualizzazione, per reazione scelgono il “fondamentalismo” ovvero il restare aggrappati a identità collettive ereditate o attribuite. Bauman delinea dunque una nuova separazione: da un lato le classi del sapere, volutamente “ibride”, extraterritoriali, che si spostano e mutano di continuo consumi e stili di vita al di là delle frontiere nazionali, linguistiche e culturali; dall’altro lato vi è il popolo dell’appartenenza a un’unità politica territorialmente circoscritta, a uno Stato, a una comunità gerarchica, fedele ai suoi valori e alle sue tradizioni. “Tra le due parti – scrive Bauman – si svolge un dialogo tra sordi”.
Nella società dei consumi liquido-moderna radicata nella parte opulenta del pianeta non c’è più spazio per eroi e martiri perché la vita liquida svilisce ogni forma di sacrificio per ideali “totali” o di “lungo periodo”. La società dei legami mutevoli e fragili respinge le sacre fratellanze, il mondo effimero e incerto in cui viviamo agli eroi ha sostituito il culto delle persone “celebri”, una notorietà che può durare anch’essa molto poco tempo e che soprattutto non aspira al monopolio della celebrità. Ecco dunque perché anche il mondo della cultura, che fino a venti, trenta anni fa si caratterizzava per essere ripetitivo e identico nel tempo, oggi è divenuto liquido, “ingestibile, ribelle”, del tutto asservito alla logica del consumismo ossessivo, come tutti gli altri aspetti della vita quotidiana. Di fronte a questo scenario, Bauman nei capitoli conclusivi del saggio riprende l’insegnamento della filosofa Hannah Arendt e del sociologo Theodor Adorno e disegna una nuova, possibile responsabilità planetaria che miri allo sviluppo di una “politica che si rimetta al passo con i mercati globalizzati” (Fonte: www.ibs.it)


Data ultima revisione dei contenuti della pagina: 07.05.2006