Riflettere sulle prospettive future di sviluppo e collaborazione degli organismi di rappresentanza per le Pari Opportunità e le politiche di cittadinanza, a partire dal confronto di esperienze significative prodotte in diversi Enti Locali.
Confrontare esperienze mirate alla crescita della prospettiva di genere ed all?applicazione di strategie istituzionali, nel governo e nell?azione politica delle donne elette negli Enti Locali.
Condividere le analisi prodotte sul ruolo del Comitato di Pari Opportunità, delle Consigliere regionali di parità e sulle possibilità operative derivanti dalla Legge 125/91, sia in relazione alle altre istituzioni di parità sia nel contesto istituzionale in cui operano.
Promuovere la costruzione di "Reti" per favorire il consolidamento degli organismi di rappresentanza, lo sviluppo del legame sociale e della collaborazione tra donne politiche degli Enti Locali, per realizzare pari opportunità e nuove politiche di conciliazione.
Programma del convegno "Donne e Diritti"
in formato .pdf 466 kb
I lavori del convegno sono introdotti da Roberta Morgano,
Assessore Pari Opportunità del Comune di Genova, che presenta il
programma della giornata e gli interventi previsti. Costruire rete, incrociare
esperienze: per ovviare alla debolezza istituzionale delle donne e degli
istituti di P.O. (Comitati, Commissioni, Consigliere di parità...)
è necessario creare sinergie tra esperienze diverse e donne che hanno
responsabilità, specie in un clima di "recessione" come
il presente. Traccia il percorso che ha portato alla nascita del Comitato
del Comune di Genova (2003), i suoi impegni presenti (diritti, conciliazione
dei tempi, Legge 125, uso del "Bilancio di genere" ecc.)
Poi interviene Bianca Berruti (Assessore Regione Liguria)
che fa il quadro della situazione e delle iniziative in atto: portare l'ottica
di genere nei vari settori, dove nascono le delibere, attraverso figure
di referenti, aderire al Bilancio di Genere della Provincia, costituire
Reti anche tematiche.
Marina Dondero, Provincia di Genova, sottolinea la necessità
di arrivare a una "massa critica" per avere forza nelle politiche
degli Enti, e di perseguire la massima concretezza negli obbiettivi. Indispensabile
è avere dati significativi che mostrino le ricadute dei provvedimenti
sulle esigenze dei cittadini/e. A partire dal Bilancio di genere si è
fatta una rete che ha collegato buone prassi e attività utili alla
crescita collettiva, ad esempio la Rete contro la violenza sulle donne,
che collega competenze varie, dalla polizia ai Pronto soccorso ospedalieri
alle organizzazioni femminili, con obbiettivi e risultati concreti.
Donatella Alfonso, giornalista, vice presidente Commissione
PO della Federazione nazionale della stampa, racconta della lotta delle
giornaliste per il contratto, e la protesta per le recentissime nomine in
RAI e la vicenda politica delle "Quote rosa" commentata ironicamente
(necrologio per "Rosa Quote").
Fernanda Contri, già presidente della Corte Costituzionale,
racconta con vivacità la sua vita e la sua straordinaria carriera
istituzionale e politica: è la donna che ha ricoperto il più
alto grado istituzionale in Italia; commenta con sdegno la sentenza recentissima
della sezione della Corte (la stessa che aveva giudicato sui jeans!!) sul
caso delle attenuanti a un reo di violenza su minore che aveva avuto precedenti
esperienze sessuali; chiude il suo intervento con l'esortazione a impegnarsi
per i diritti e a leggere, come esempio di un passato splendido, i discorsi
delle donne alla Assemblea Costituente. Esempio di mediazione molto alta
tra componenti diverse, cattoliche, laiche, comuniste.
Marina Piazza, già Presidente della Commissione
nazionale PO, racconta di una ricerca a Grosseto su donne e politica: "Le
donne sono meravigliose, peccato che non siano uomini!" è il
succo di molte interviste maschili. La famosa capacità di mediazione
femminile è rivolta verso i diritti dei cittadini, si traduce
quindi nei partiti in disubbidienza e inaffidabilità:
perciò non fanno carriera e non sono nelle liste. Sulle quote rosa
esprime un parere favorevole molto netto: poiché le donne sono molto
più brave, qualificate e competenti (a partire da laurea, master,
stage e così via, si parla di valori tipo140 a 100), ciò che
le blocca nelle carriere è un ostacolo esterno, l'ostilità
maschile. Perciò è giusto rimuoverlo con un momento di favore
altrettanto esterno; essere in poche vuol dire essere omologate, in tante
ci si differenzia: brave, bravissime, normali, mediocri...così come
sono i maschi. Prosegue con una critica alla dizione pari opportunità,
a un linguaggio superato e inviso alle più giovani che allude a concetti
di tutela, inclusione, protezione... le donne non sono una categoria sociale,
non sono una questione femminile, sono già incluse,
e sono molto diverse tra loro, sono soggetti plurali relazionati, che tengono
in piedi il welfare.
Nelle politiche di genere è importante definire tutte le fasi; sul
tema della conciliazione dei tempi non bastano le raccomandazioni,
ma bisogna monitorare sul campo quello che succede, sottolineando che non
è una questione di donne, ma di donne e uomini: la filosofia sottintesa
non è "far stare tutto nelle 24 ore della giornata di una donna"
ma "stabilire un patto sociale di genere - ridurre il conflitto tra
donne e uomini". Il sistema di conciliazione è un "ecosistema"
complesso, che sinteticamente si può schematizzare suddiviso in tre
parti:
Tutti questi insiemi devono interagire, ma ciò spesso provoca nuovi
conflitti. Ciononostante è strategico tenere in equilibrio il campo
generale e le politiche locali, affrontando le difficoltà sulla trasparenza
degli indicatori (territoriali, tutti diversi tra loro...) e la necessità
della gestione dei conflitti. Ne consegue infatti la definizione totale
di una nuova strategia di Welfare.
Sulle politiche di genere istituzionali, la raccomandazione è che
devono essere trasversali, interassessorili tra lavoro, formazione, politiche
sociali...e unitarie, così come lo sono i bisogni. E non solo orizzontali,
ma anche verticali, di rafforzamento tra Comune, Provincia e Regione. Le
parole chiave sono sempre mainstreaming e empowerment.
I CPO (Comitati d'ente) sono ciò che rende credibile l'Ente all'esterno
(vedi nella Commisione Europea, dove c'è il 40% di donne). Non si
tratta di prendere piccole misure, ma di "innovare contro la rigidità",
un cambiamento di mentalità, fare delle politiche generali, delle
campagne mediatiche, con molta forza e visibilità. Il soggetto pubblico
agisce, per esempio, sui singoli individui con campagne per creare una cultura
diversa (Arezzo, campagna nella scuola "Chi lavora a casa tua?"
)
Si agisce anche con tavoli di concertazione, con protocolli, non solo sulla
carta ma con qualcosa di concreto, come pure sono da evitare le erogazioni
monetarie al posto della costruzione di reti di servizi. Infine, attraverso
politiche reali e non di facciata, le donne devono uscire dalla irrilevanza,
essere visibili e rilevanti nella politica.
La dott.sa Trulli, per le PO della Regione Lazio, riprende
il tema dei conflitti, che diventano forza propulsiva se si fa corpo, con
azioni combinate, sinergiche e di rete. Viene citato a proposito il settore
no profit e l'associazionismo femminile, e l'importante recente incontro
alla Casa delle donne di Roma.
Lia Cacciottoli, presidente della Cooperativa D&S di
Napoli, parla di numerose iniziative sia regionali che nelle province campane
e nel capoluogo, ad esempio la "Carta per l'equità di genere"
adottata con delibera di Giunta, la Provincia di Napoli con un progetto
per l'equilibrio dei tempi di vita, il progetto "Palcoscenico",
piano di azione per integrare tutti i poteri di tutti gli enti che impattano
sulle condizioni di vita di uomini e donne.
Daniela Lastri, assessore PO tempi e spazi, presidente
CPO Comune di Firenze, sostiene che le politiche di genere da questione
di nicchia devono diventare politica generale di cambiamento. Il piano di
Coordinamento tempi e spazi inizia a Firenze negli anni 96/97, e da allora
ha promosso tantissime azioni, con il coordinamento tra enti e competenze,
specialmente sui temi della vita delle donne lavoratrici, la genitorialità,
i servizi, la formazione e l'informazione a scuola. Gli esempi sulla scuola
riguardano la modifica/desincronizzazione degli orari, servizi pre/post
scuola, i percorsi pedonali casa-scuola, i trasporti studenti, la formazione
e informazione rivolta a studenti, insegnanti e genitori. Gli attori sociali
sono donne, uomini e bambini, gli enti coinvolti sono tutti, dallo Stato
alla Regione al Comune, la Prefettura ha compito di coordinamento di tutti
i soggetti. Sono cambiati gli orari di cento servizi, con un lavoro di concertazione
sindacale per stabilire modi nuovi di lavoro, prolungamento degli orari,
più ore di apertura degli sportelli e così via. Nel settore
delle Banche del tempo si è creata un'associazione, per consentire
un maggiore rafforzamento e sviluppo.Una esperienza di conciliazione si
svolge nella riqualificazione di un quartiere ex Fiat, un intero quartiere
prima abitato in prevalenza da anziani dove si è stabilito un Polo
universitario, oltre a servizi, parco pubblico, strutture per il tempo libero,
per il commercio ecc. Inoltre, insieme al Comune di Prato viene gestito
un progetto di azioni su tempo di lavoro/lavoro di cura/ cultura del tempo,
in varie fasi, comprendenti la formazione di funzionari (l. 53/2000), il
sostegno agli anziani non autosufficienti, servizi educativi per bambini,
mobilità sostenibile casa-scuola, creazione di figure professionali
di immigrati sul lavoro di cura. Alle azioni esterne si intreccia la formazione
permanente delle dipendenti del Comune, più di 400 donne di tutti
i livelli hanno risposto a una indagine da cui risultano le ricadute positive
di stima di sé e soddisfazione nel lavoro.
Il Convegno prosegue nel pomeriggio, con altri interventi, tra i quali quelli di Costanza Fanelli Presidente del Consorzio della Casa delle Donne di Roma, di Alessandra Dori assessore PO della Provincia di Arezzo, di Mariella Gramaglia Assessore PO per il Comune di Roma e di Francesca Gazzani del CPO del Comune di Genova. Tutti gli interventi sono stati registrati e le trascrizioni saranno disponibili sul sito del Comune di Genova (www.comune.genova.it) nell'area delle Pari Opportunità.