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Comune di Genova - Assessorato alle Pari Opportunitą

Convegno "Donne e Diritti - Conoscersi per farsi conoscere: reti di donne"

Genova, Palazzo Tursi, 23 febbraio 2006

Temi del convegno

Riflettere sulle prospettive future di sviluppo e collaborazione degli organismi di rappresentanza per le Pari Opportunità e le politiche di cittadinanza, a partire dal confronto di esperienze significative prodotte in diversi Enti Locali.

Confrontare esperienze mirate alla crescita della prospettiva di genere ed all?applicazione di strategie istituzionali, nel governo e nell?azione politica delle donne elette negli Enti Locali.

Pari Opportunitą della Regione Liguria

Condividere le analisi prodotte sul ruolo del Comitato di Pari Opportunità, delle Consigliere regionali di parità e sulle possibilità operative derivanti dalla Legge 125/91, sia in relazione alle altre istituzioni di parità sia nel contesto istituzionale in cui operano.

Promuovere la costruzione di "Reti" per favorire il consolidamento degli organismi di rappresentanza, lo sviluppo del legame sociale e della collaborazione tra donne politiche degli Enti Locali, per realizzare pari opportunità e nuove politiche di conciliazione.

Programma della giornata

 Programma del convegno "Donne e Diritti" in formato .pdf 466 kb

Resoconto a cura di Paola De Ferrari e Maria D'Almeida

Comune di Genova - Pari Opportunitą

I lavori del convegno sono introdotti da Roberta Morgano, Assessore Pari Opportunità del Comune di Genova, che presenta il programma della giornata e gli interventi previsti. Costruire rete, incrociare esperienze: per ovviare alla debolezza istituzionale delle donne e degli istituti di P.O. (Comitati, Commissioni, Consigliere di parità...) è necessario creare sinergie tra esperienze diverse e donne che hanno responsabilità, specie in un clima di "recessione" come il presente. Traccia il percorso che ha portato alla nascita del Comitato del Comune di Genova (2003), i suoi impegni presenti (diritti, conciliazione dei tempi, Legge 125, uso del "Bilancio di genere" ecc.)
Poi interviene Bianca Berruti (Assessore Regione Liguria) che fa il quadro della situazione e delle iniziative in atto: portare l'ottica di genere nei vari settori, dove nascono le delibere, attraverso figure di referenti, aderire al Bilancio di Genere della Provincia, costituire Reti anche tematiche.
Marina Dondero, Provincia di Genova, sottolinea la necessità di arrivare a una "massa critica" per avere forza nelle politiche degli Enti, e di perseguire la massima concretezza negli obbiettivi. Indispensabile è avere dati significativi che mostrino le ricadute dei provvedimenti sulle esigenze dei cittadini/e. A partire dal Bilancio di genere si è fatta una rete che ha collegato buone prassi e attività utili alla crescita collettiva, ad esempio la Rete contro la violenza sulle donne, che collega competenze varie, dalla polizia ai Pronto soccorso ospedalieri alle organizzazioni femminili, con obbiettivi e risultati concreti.
Donatella Alfonso, giornalista, vice presidente Commissione PO della Federazione nazionale della stampa, racconta della lotta delle giornaliste per il contratto, e la protesta per le recentissime nomine in RAI e la vicenda politica delle "Quote rosa" commentata ironicamente (necrologio per "Rosa Quote").
Fernanda Contri, già presidente della Corte Costituzionale, racconta con vivacità la sua vita e la sua straordinaria carriera istituzionale e politica: è la donna che ha ricoperto il più alto grado istituzionale in Italia; commenta con sdegno la sentenza recentissima della sezione della Corte (la stessa che aveva giudicato sui jeans!!) sul caso delle attenuanti a un reo di violenza su minore che aveva avuto precedenti esperienze sessuali; chiude il suo intervento con l'esortazione a impegnarsi per i diritti e a leggere, come esempio di un passato splendido, i discorsi delle donne alla Assemblea Costituente. Esempio di mediazione molto alta tra componenti diverse, cattoliche, laiche, comuniste.
Marina Piazza, già Presidente della Commissione nazionale PO, racconta di una ricerca a Grosseto su donne e politica: "Le donne sono meravigliose, peccato che non siano uomini!" è il succo di molte interviste maschili. La famosa capacità di mediazione femminile è rivolta verso i diritti dei cittadini, si traduce quindi nei partiti in disubbidienza e inaffidabilità: perciò non fanno carriera e non sono nelle liste. Sulle quote rosa esprime un parere favorevole molto netto: poiché le donne sono molto più brave, qualificate e competenti (a partire da laurea, master, stage e così via, si parla di valori tipo140 a 100), ciò che le blocca nelle carriere è un ostacolo esterno, l'ostilità maschile. Perciò è giusto rimuoverlo con un momento di favore altrettanto esterno; essere in poche vuol dire essere omologate, in tante ci si differenzia: brave, bravissime, normali, mediocri...così come sono i maschi. Prosegue con una critica alla dizione pari opportunità, a un linguaggio superato e inviso alle più giovani che allude a concetti di tutela, inclusione, protezione... le donne non sono una categoria sociale, non sono una questione femminile, sono già incluse, e sono molto diverse tra loro, sono soggetti plurali relazionati, che tengono in piedi il welfare.
Nelle politiche di genere è importante definire tutte le fasi; sul tema della conciliazione dei tempi non bastano le raccomandazioni, ma bisogna monitorare sul campo quello che succede, sottolineando che non è una questione di donne, ma di donne e uomini: la filosofia sottintesa non è "far stare tutto nelle 24 ore della giornata di una donna" ma "stabilire un patto sociale di genere - ridurre il conflitto tra donne e uomini". Il sistema di conciliazione è un "ecosistema" complesso, che sinteticamente si può schematizzare suddiviso in tre parti:

  1. i singoli individui uomini e donne nelle loro vite e storie particolari (ma: da un'indagine degli ultimi 14 anni si evince che il lavoro domestico per gli uomini è aumentato di 1 minuto all'anno!)
  2. i sistemi di lavoro (in cui applicare le strategie del tempo flessibile ecc.)
  3. il soggetto pubblico e i servizi da concertare.

Tutti questi insiemi devono interagire, ma ciò spesso provoca nuovi conflitti. Ciononostante è strategico tenere in equilibrio il campo generale e le politiche locali, affrontando le difficoltà sulla trasparenza degli indicatori (territoriali, tutti diversi tra loro...) e la necessità della gestione dei conflitti. Ne consegue infatti la definizione totale di una nuova strategia di Welfare.
Sulle politiche di genere istituzionali, la raccomandazione è che devono essere trasversali, interassessorili tra lavoro, formazione, politiche sociali...e unitarie, così come lo sono i bisogni. E non solo orizzontali, ma anche verticali, di rafforzamento tra Comune, Provincia e Regione. Le parole chiave sono sempre mainstreaming e empowerment.
I CPO (Comitati d'ente) sono ciò che rende credibile l'Ente all'esterno (vedi nella Commisione Europea, dove c'è il 40% di donne). Non si tratta di prendere piccole misure, ma di "innovare contro la rigidità", un cambiamento di mentalità, fare delle politiche generali, delle campagne mediatiche, con molta forza e visibilità. Il soggetto pubblico agisce, per esempio, sui singoli individui con campagne per creare una cultura diversa (Arezzo, campagna nella scuola "Chi lavora a casa tua?" )
Si agisce anche con tavoli di concertazione, con protocolli, non solo sulla carta ma con qualcosa di concreto, come pure sono da evitare le erogazioni monetarie al posto della costruzione di reti di servizi. Infine, attraverso politiche reali e non di facciata, le donne devono uscire dalla irrilevanza, essere visibili e rilevanti nella politica.
La dott.sa Trulli, per le PO della Regione Lazio, riprende il tema dei conflitti, che diventano forza propulsiva se si fa corpo, con azioni combinate, sinergiche e di rete. Viene citato a proposito il settore no profit e l'associazionismo femminile, e l'importante recente incontro alla Casa delle donne di Roma.
Lia Cacciottoli, presidente della Cooperativa D&S di Napoli, parla di numerose iniziative sia regionali che nelle province campane e nel capoluogo, ad esempio la "Carta per l'equità di genere" adottata con delibera di Giunta, la Provincia di Napoli con un progetto per l'equilibrio dei tempi di vita, il progetto "Palcoscenico", piano di azione per integrare tutti i poteri di tutti gli enti che impattano sulle condizioni di vita di uomini e donne.
Daniela Lastri, assessore PO tempi e spazi, presidente CPO Comune di Firenze, sostiene che le politiche di genere da questione di nicchia devono diventare politica generale di cambiamento. Il piano di Coordinamento tempi e spazi inizia a Firenze negli anni 96/97, e da allora ha promosso tantissime azioni, con il coordinamento tra enti e competenze, specialmente sui temi della vita delle donne lavoratrici, la genitorialità, i servizi, la formazione e l'informazione a scuola. Gli esempi sulla scuola riguardano la modifica/desincronizzazione degli orari, servizi pre/post scuola, i percorsi pedonali casa-scuola, i trasporti studenti, la formazione e informazione rivolta a studenti, insegnanti e genitori. Gli attori sociali sono donne, uomini e bambini, gli enti coinvolti sono tutti, dallo Stato alla Regione al Comune, la Prefettura ha compito di coordinamento di tutti i soggetti. Sono cambiati gli orari di cento servizi, con un lavoro di concertazione sindacale per stabilire modi nuovi di lavoro, prolungamento degli orari, più ore di apertura degli sportelli e così via. Nel settore delle Banche del tempo si è creata un'associazione, per consentire un maggiore rafforzamento e sviluppo.Una esperienza di conciliazione si svolge nella riqualificazione di un quartiere ex Fiat, un intero quartiere prima abitato in prevalenza da anziani dove si è stabilito un Polo universitario, oltre a servizi, parco pubblico, strutture per il tempo libero, per il commercio ecc. Inoltre, insieme al Comune di Prato viene gestito un progetto di azioni su tempo di lavoro/lavoro di cura/ cultura del tempo, in varie fasi, comprendenti la formazione di funzionari (l. 53/2000), il sostegno agli anziani non autosufficienti, servizi educativi per bambini, mobilità sostenibile casa-scuola, creazione di figure professionali di immigrati sul lavoro di cura. Alle azioni esterne si intreccia la formazione permanente delle dipendenti del Comune, più di 400 donne di tutti i livelli hanno risposto a una indagine da cui risultano le ricadute positive di stima di sé e soddisfazione nel lavoro.

Il Convegno prosegue nel pomeriggio, con altri interventi, tra i quali quelli di Costanza Fanelli Presidente del Consorzio della Casa delle Donne di Roma, di Alessandra Dori assessore PO della Provincia di Arezzo, di Mariella Gramaglia Assessore PO per il Comune di Roma e di Francesca Gazzani del CPO del Comune di Genova. Tutti gli interventi sono stati registrati e le trascrizioni saranno disponibili sul sito del Comune di Genova (www.comune.genova.it) nell'area delle Pari Opportunità.


Data di pubblicazione: 27 febbraio 2006